Gerusalemme, tensione altissima. L'Iran minaccia: "La Palestina sarà liberata"

Gerusalemme, tensione altissima. L'Iran minaccia: La Palestina sarà liberata
6 Dicembre Dic 2017 6 giorni fa

L'Iran minaccia durissime reazioni alla mossa di Trump. Putin, Erdogan e l'Ue molto preoccupati. Tra poco l'annuncio Usa

La scelta degli Stati Uniti di accelerare su "Gerusalemme capitale d'Israele" preoccupa le diplomazie di tutto il mondo. Dalla Lega Araba, riunita d'urgenza al Cairo, arriva una "ferma condanna per la determinazione dell'amministrazione Usa di riconoscere Gerusalemme capitale e trasferirvi la sua ambasciata". Ahmed Abul Gheit, segretario generale della Lega araba, ha parlato di provocazione ingiustificata: "Mi stupisco che l'amministrazione Usa si sia invischiata in una provocazione ingiustificata della sensibilità di 360 milioni di arabi e di un miliardo e mezzo di musulmani allo scopo di dare soddisfazione a Israele".

Anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, mette in guardia l'America, sottolineando che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale sarebbe un "beneficio per i gruppi terroristici". Erdogan ha parlato durante una conferenza stampa congiunta con il re di Giordania Abdallah II. Quest'ultimo ha sottolineato che Gerusalemme è "la chiave di qualsiasi accordo di pace tra israeliani e palestinesi ed è la chiave per la stabilità della regione".

Il leader dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, insiste sulla necessità di mettere da parte le divergenze tra i palestinesi e lavorare per la "riconciliazione nazionale" per far fronte ai "gravi pericoli che corre la causa palestinese". "Per garantire il successo della riconciliazione, abbiamo dato istruzione al governo affinché vada nella Striscia di Gaza e lavori a soluzioni per le sofferenze quotidiane del nostro popolo". Abbas ha fatto appello alle fazioni e ai palestinesi in generale affinché si "concentrino sulle prossime sfide che deve affrontare il
progetto nazionale sfruttando l'opportunità di realizzare l'unità nazionale". "L'unità - ha insistito - è la vera risposta a tutti i tentativi volti a violare i nostri diritti garantiti dal diritto e dalle leggi internazionali". Da parte sua Hamas sottolinea che "questa decisione implica l'annuncio ufficiale della fine del processo di pace". Il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, sottolinea che "è un azzardo e non ci saranno limiti alla reazione palestinese, araba e musulmana".

Se l'Unione europea è molto preoccupata per i rischi che potrebbero derivare dalla mossa del presidente Trump, anche la Russia non è da meno. Il presidente Vladimir Putin è "preoccupato", fanno sapere dal Cremlino. Parlare del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è "prematuro", ha spiegato il portavoce Dmitri Peskov. La questione è stata discussa in una conversazione telefonica tra Putin e il leader palestinese Abu Mazen, aggiungendo che entrambi si sono detti "preoccupati per la situazione e il suo possibile deterioramento".

Molto dura la presa di posizione di Teheran. Il presidente Hassan Rohani osserva che "la Repubblica islamica dell'Iran non è mai stata d'accordo nel modificare i confini regionali e non tollererà la profanazione dei luoghi santi islamici". Il presidente iraniano ha quindi invitato i "musulmani a resistere tutti uniti contro il complotto". Ancora più dure le parole dell'ayatollah Ali Khamenei: "Il piano dei nemici per riconoscere Gerusalemme capitale di Israele è frutto della loro incompetenza e parzialità". La Guida suprema iraniana sul proprio sito web ufficiale utilizza il nome in arabo di Gerusalemme, al-Quds, e definisce Usa, Israele e i regimi oscurantisti arabi loro alleati nella regione i "Faraoni del tempo", promettendo una "forte reazione del mondo islamico". Assicurando, in tono minaccioso, che "un giorno Gerusalemme verrà liberata".

Anche Papa Francesco si dice preoccupato, e invita tutti alla moderazione. "Il mio pensiero va ora a Gerusalemme - dice Bergoglio alla fine dell'udienza generale -. Al riguardo non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". Il Papa invita a "saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti".

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