Nella scuola che insegna agli astrologi a non fare i maghi

Nella scuola che insegna agli astrologi a non fare i maghi
6 Dicembre Dic 2017 8 giorni fa

Studiano almeno tre anni, hanno un albo privato con duecento iscritti e un’associazione di 4mila tesserati. Sono gli "specialisti" delle stelle con il patentino e un codice etico: non parlano di salute e non fanno riti anti malocchio

Che l’astrologia non sia una scienza esatta è un dato di fatto. Ci si può credere o no. Detto questo, c’è modo e modo di utilizzarla. Ci sono i ciarlatani, sedicenti maghi, che inventano di sana pianta riti e previsioni sul futuro. E ci sono invece quelli che le stelle le hanno studiate sui libri e sanno interpretare le costellazioni e i transiti dei pianeti. Gli astrologi, quelli seri, non usano sfere di cristallo né tarocchi per leggere il futuro. Non fanno dirette tv in seconda serata sulle emittenti locali e non millantano poteri da sensitivi. E soprattutto non pronunciano mai frasi del tipo: «Tra un mese esatto incontrerai l’amore della tua vita» o «Guarirai entro un anno». L’arte di interpretare le stelle, pur non avendo basi scientifiche, è una cosa seria. Anzi, prima o poi potrebbe essere annoverata tra le nuove professioni. In attesa di avere un riconoscimento ufficiale, se mai arriverà, gli astrologi si sono organizzati da soli. Hanno il loro albo, con 200 iscritti, e la loro associazione, con 4mila tesserati. Il Cida (centro italiano di astrologia) viene convocato regolarmente dal Cnel (il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) che sta studiando l’istituzione dei nuovi albi. Obbiettivo del centro degli astrologi è stabilire con chiarezza dove sta il confine tra gli imbroglioni e i «patentati». L’astrologo serio passa anni a studiare tra libri di astronomia e astrologia, mitologia e psicologia. Sostiene esami scritti e orali e si specializza in varie tecniche: l’astrologia di coppia, l’astrologia psicologica, oraria (cioè quella che risponde alle domande di chi vuole conoscere le «sue» stelle), l’astrologia elettiva (che indica, ad esempio, qual è il momento giusto per avviare un nuovo business o per sostenere un esame all’università). Alla fine del suo percorso ottiene un certificato e può iscriversi all’elenco dei professionisti.

Il codice etico

Nel momento in cui consegue il titolo, l’astrologo promette di attenersi fedelmente a un codice etico, una sorta di «giuramento di Ippocrate» degli astri. Prima regola: operare nei limiti della sua competenza senza sconfinare in altre pratiche. E quindi, non farà diagnosi mediche né prometterà guarigioni improvvise. Insomma, non si sostituirà ad oncologi e internisti come invece fanno certi fattucchieri. «Vogliamo tenerci ben lontani dall’effetto Vanna Marchi - spiega Geneviève Jama Giammarino, delegata del Cida in Lombardia - Non vogliamo spaventare i clienti, né indurli a tornare per guadagnare di più. E soprattutto non vogliamo creare false illusione. Quindi, è legittimo che ci chiedano se guariranno da una malattia ma è anche giusto che da parte nostra non ci sia una risposta su argomenti del genere». Altro punto fondamentale del codice etico è: non fare atti intimidatori, né condizionare le facoltà decisionali del cliente. Pratica che invece utilizzano i sensitivi ciarlatani che suggeriscono riti anti malocchio. L’astrologia è tutt’altra cosa. «È una disciplina umanistica - spiega la Giammarino - fatta di arte e simbolismo. E soprattutto è personale. Quindi l’oroscopo delle riviste, anche quando è fatto bene, è un giochino simpatico ma non può certo essere considerato personale. Personale è invece il tema natale che si studia partendo dalla data e dall’ora di nascita, valutando segno zodiacale e ascendente. E racconta dei transiti dei pianeti e della loro influenza sulla vita. Per studiare a fondo il tema natale ci vuole molto tempo, anche più di un giorno, e di sicuro non è qualcosa che si fa con una semplice consulenza telefonica». Per esercitarsi durante le lezioni, gli astrologi analizzano il tema natale di personaggi noti per cercare le corrispondenze astrali dei loro comportamenti, per leggere quale disposizione di pianeti c’è dietro certe loro scelte. Al vaglio delle esercitazioni ci è passato perfino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, 14 giugno 1946, Gemelli ascendente Leone. «Ha Marte, il pianeta dell’aggressività, congiunto in Leone. È sempre pronto a salire sul palco ed è poco diplomatico. Ha la Luna opposta al Sole e Saturno congiunto con Venere: da qui la sua poca considerazione delle donne».

Dietro ai banchi

Nelle aule di astrologia si studia ciò che fino al 1572 veniva insegnato all’università: tuttavia quando a Bologna morì l’ultimo docente delle stelle, Lattanzio Benacci, il corso fu interrotto e mai più ripreso. E l’ultima volta che l’astrologia venne considerata una materia ufficiale fu il 1666 alla Sorbonne di Parigi. Da lì in avanti è stata insegnata «privatamente». «Anni fa studiavamo in piccoli gruppi, oppure l’astrologo più anziano affiancava quello più giovane - racconta Renzo Baldini, ex docente di Tecnica astrologica al Cida di Bologna (e poi di Milano) - Anche se l’albo degli astrologi è privato, e quindi non ha valore giuridico, dà comunque una garanzia di serietà e di preparazione». E questo è un aspetto fondamentale, vista la marea di denunce per plagio degli ultimi anni o le squallide storie dei «sedicenti maestri spirituali» che hanno ingannato chissà quanti clienti e prosciugato il conto corrente delle anziane sole. Eppure parecchie persone sembrano disposte a tutto pur di sentirsi «leggere il futuro» e, a detta di molti astrologi, pagherebbero chissà quali cifre pur di avere rassicurazioni su amore, lavoro e salute. Tanto che cascano nella trappola dei cartomanti impostori e delle mille sfumature di cartomanzia. Gli astrologi tengono a precisare che la loro categoria (che non utilizza tarocchi ma carte astrali) è tutt’altra cosa. Si può credere o meno all’influenza dei pianeti, ma almeno si avrà la certezza di consultare qualcuno che ne capisce realmente e non un veggente che lavora di fantasia (e disonestà).

Un business stellare

In Italia le persone che si rivolgono a maghi e astrologi (spesso senza prendersi la briga di approfondire se siano seri o ciarlatani) sono 30mila al giorno, di cui il 13% con un titolo universitario. Eppure, per vergogna o paura, solo il 6% dichiara di aver subito un raggiro e sporge denuncia. Nel 2015 sono stati 13 milioni gli italiani che hanno chiesto la consulenza di un veggente farlocco o di un astrologo serio: un numero impressionante, giustificato dal periodo di crisi economica. Ad ansia, preoccupazioni e problemi in tanti hanno fatto fronte cercando qualche parola di conforto e speranza. A sorpresa, in base ai dati raccolti dall’associazione Telefono Antiplagio, l’abitudine di consultare gli esperti di stelle è più diffusa al Nord (il 45% della popolazione lo ha fatto) anziché al Sud (fermo al 35%). La metà dei clienti è costituita da un popolo femminile e, da una stima approssimativa, l’incasso di maghi, guaritori, indovini e compagnia bella potrebbe arrivare fino a 6 miliardi di euro all’anno, con un’evasione fiscale quasi totale. Lo scopo degli astrologi veri, quelli che hanno non solo preparazione ma anche etica, è quello di evitare di rendere i clienti dipendenti dalle «profezie» e che non spendano chissà quali cifre amorali.

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