Se Grasso è la maschera dei comunisti

Se Grasso è la maschera dei comunisti
6 Dicembre Dic 2017 10 giorni fa

«Una maschera ci dice più di una faccia», diceva Oscar Wilde. E la maschera indossata da Pietro Grasso dice molte cose, prima fra tutte il voler nascondere la propria identità. «Liberi e uguali», il partito nato dalla scissione del Pd, è un partito neocomunista fondato da ex comunisti. Ma di quella sciagurata e inattuale storia non c'è traccia nel nome, negli slogan, persino nei colori del simbolo epurati dallo storico rosso. Tutto questo non è un caso, ma una consapevole strategia di marketing politico: persino i comunisti sanno che oggi tutto ciò che si rifà alla loro tradizione non solo non può avere mercato, ma è considerato respingente nell'opinione pubblica e non in grado di contendere un numero importante di voti al Pd renziano.

«Liberi e uguali» è un'etichetta per cercare di rimettere in circolo un prodotto scaduto. Se scarti la nuova e luccicante confezione ci ritrovi esattamente quella roba che da tempo rimaneva invenduta sugli scaffali. Ma il consumatore non lo sa, e quando se ne accorgerà sarà troppo tardi. Una truffa commerciale, tipo il «Nuovo centrodestra» di Alfano che si è poi rivelato il più vecchio e sinistrorso partito della legislatura. Ma anche come i Cinquestelle, prodotto questo di successo perché ancora non ha tolto la maschera.

Tutti ascoltano divertiti Grillo, tanti seguono il bel Di Maio in tv, ma nessuno ha letto i loro programmi, cioè è andato a curiosare dietro le apparenze. Perché se uno lo facesse, scoprirebbe che quello di Grillo è un partito comunista come e se non più di quello di Grasso. E non è un caso che come da noi anticipato settimane fa l'unica alleanza post elettorale che i grillini non escludono sia proprio quella con «Liberi e uguali».

Grillo e Grasso sono le due facce della stessa moneta, una moderna e giovanilista, l'altra attempata e paludata da anni di frequentazione ed esercizio del potere. Parliamo di una moneta fuori corso che questi signori sperano di spacciare come il toccasana dell'economia e della società. Ci sono tanti tipi di fake news. E quelle messe in giro dai servizi segreti russi per influenzare il voto americano non sono più pericolose di quelle confezionate nella stanza del presidente del Senato italiano per inquinare la democrazia italiana con un partito neocomunista travestito da altro.

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