Insetti, "armageddon ecologico": perché non li troviamo più sul parabrezza

Insetti, armageddon ecologico: perché non li troviamo più sul parabrezza
7 Dicembre Dic 2017 11 giorni fa

Vi siete mai chiesti perché si vedono sempre meno moscerini sui parabrezza? La spiegazione degli scienziati: "In 30 anni sono scomparsi tre quarti degli insetti alati, dalle farfalle alle api"

Gli entomologi già parlano di "Armageddon ecologico". E per quanto possa risultare positivo non vedere la propria auto interamente macchiata dai moscerini, oppure le città invase dagli insetti, la perdita di biodiversità non è mai una cosa positiva.

Da una ricerca pubblicata su Plos One e realizzata studiando l'andamento della presenza di insetti in 63 riserve per 27 anni consecutivi, emerge che "in 30 anni sono scomparsi tre quarti degli insetti alati, dalle farfalle alle api. Il declino complessivo medio si aggira attorno al 76%". Secondo Lynn Dicks dell’Università dell’East Anglia, la scomparsa avanza inesorabilmente ad una velocità del 6% all'anno.

Nel team della ricerca appare anche Dave Goulson dell’Università di Sussex. La sua analisi è chiara: "Gli insetti rappresentano i due terzi delle specie viventi sulla Terra e ora stanno vivendo un terribile declino. Se li perdiamo, tutto rischia di crollare. Stiamo rendendo inospitali tanti tratti di terra per la maggior parte degli esseri viventi, stiamo andando incontro ad un’Armageddon ecologica". E non è solo questione di insetti, ma di tutta la filiera della biodiversità: "Se sei un uccello che si ciba di insetti in quella particolare area, quattro quinti del tuo cibo sono scomparsi nel corso dell’ultimo quarto di secolo ed è sconcertante", fa notare Goulson.

L'Europa non fa eccezioni rispetto al resto del mondo. A scomparire non sono solo i moscerini, ma come spiegato da Science Mag, anche le api da miele, le farfalle Moarca e le lucciole. Un team europeo di entomologi (Krefeld Entomological Society) dal 1989 si occupa di monitorare la presenza di insetti in 100 riserve naturali in Ue. I risultati della loro ricerca sono allarmanti: dalla fine degli anni '80 al 2013 è stato perso l'80% degli esemplari.

Ma il fenomeno a cosa è dovuto? Tra le principali cause ci sono l'innalzamento delle temperature, la scomparsa delle foreste provocata dalla deforestazione e infine la trasformazione del paesaggio. Problemi posso essere creati anche dai pesticidi dell'agricoltura intensiva, dall'urbanizzazione e dall'illuminazione notturna.

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