Pizza: la preparazione è patrimonio dell'Unesco

Pizza: la preparazione è patrimonio dell'Unesco
7 Dicembre Dic 2017 7 giorni fa

La pizza diventa Patrimonio Immateriale dell'Umanità per l'Unesco: il riconoscimento sarà ratificato il 9 dicembre, ma intanto pizzaioli e politici esultano

La pizza napoletana riceve il massimo riconoscimento internazionale. Dal 9 dicembre, infatti, il piatto che tutto il mondo invidia all'Italia diventerà Patrimonio Immateriale dell'Umanità, come spiega LaPresse.

Lo ha deciso il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, al momento riunito su un'isola nella Corea del Sud. I lavori termineranno dopodomani, quando anche questa decisione sarà ratificata, ma intanto in Italia c'è già chi festeggia.

La candidatura della pizza risale al 2014. Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro per le Politiche Agricole, annunciò l'avvio di una petizione a favore di questa ricetta dai tavoli del Napoli Pizza Village. L'idea nasce però qualche anno prima, addirittura nel 2000, quando moltissimi pizzaioli si riunirono per per sostenere un alimento che rappresenta cultura, gusto e tradizione.

È morbida e gonfia ai bordi, viene lasciata lievitare per decine di ore ed è tutt'oggi insuperabile. Tanto che la pizza napoletana vanta numerose imitazioni in tutto il mondo, alcune anche profondamente insolite: basti pensare alla varietà con ananas, molto di moda all'estero.

"Siamo così orgogliosi di questa vittoria - spiegano gli ideatori di Napoli Pizza Village Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci - che speriamo di festeggiare con tutta Napoli lo storico risultato con un evento gratuito aperto a tutti, dove protagonisti saranno ancora una volta i pizzaiuoli per i quali abbiamo ottenuto questo importante riconoscimento internazionale".

Intanto, a esultare ci sono anche i politici. In testa l'attuale ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il quale ha lanciato l'annuncio su Twitter: "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo". A fargli eco, il ministro per la Cultura Dario Franceschini.

Le ragioni della vittoria sono state spiegate dal consigliere Unesco Pier Luigi Petrillo. "L'Unesco ha voluto riconoscere quale patrimonio dell'umanità - ha raccontato - la creatività dei pizzaiuoli che hanno saputo trasformare elementi basici come l'acqua e la farina in una creazione di incredibile valore culturale che rappresenta l'Italia nel mondo".

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