Ecco i cardini del nuovo piano Fca

Ecco i cardini del nuovo piano Fca
8 Dicembre Dic 2017 6 giorni fa

Marchionne scommette su Jeep, Alfa, Maserati e Ram. Il destino del marchio Fiat

In attesa dell'«Investor Day», tra aprile e maggio del 2018, Sergio Marchionne comincia a dare qualche indicazione su quelli che saranno i temi al centro del piano che accompagnerà Fca fino al 2022. A ogni suo intervento, sia pubblico sia ristretto, Marchionne lancia uno o più messaggi, e non mancano quelli criptati. Così è stato a Londra, alla «European automotive conference» di Goldman Sachs, meeting nel quale l'ad di Fca ha toccato vari argomenti. Tra questi, lo stato dell'arte e le prospettive dei marchi che fanno parte del gruppo. E se per Jeep, Ram, Alfa Romeo e Maserati il futuro sarà all'insegna della crescita, resta da capire quale strategia Fca adotterà per il brand storico di casa Agnelli, cioè Fiat.

È vero che la gamma Tipo, prodotta in Turchia, ha rappresentato una piacevole sorpresa visti i risultati ottenuti, grazie anche a listini molto competitivi, ma è chiaro che a tenere vivo il marchio è soprattutto la «500» nelle sue declinazioni, una sorta di brand a sé. Italia a parte, è l'America Latina, soprattutto il Brasile, l'area geografica dove Fiat è sicuramente forte. E la «piccola» Panda? Il modello, prodotto a Pomigliano, non dà segni di stanchezza. Il problema è che la sua produzione continua a essere scarsamente redditizia per Fca. Ed è già noto che dal 2019 la Panda dovrebbe lasciare le linee di Pomigliano. Destinazione Polonia? Così sembra, ma potrebbero esserci delle sorprese, in attesa di sapere quale modello prenderà il suo posto nella fabbrica alle porte di Napoli.

Dal discorso londinese di Marchionne, in proposito, più di un analista ha inteso che sul futuro del marchio Fiat sarebbe in corso una riflessione. Correrà solo su alcuni mercati? E la «500», da famiglia di modelli, si trasformerà in un marchio autonomo?

Diverso è il discorso per le americane Jeep e Ram (pick-up di varie taglie) e le italiane Alfa Romeo e Maserati. Marchionne è stato chiaro: Jeep dovrà diventare il costruttore di Suv più importante nel mondo, grazie al potenziamento della produzione negli Usa. L'auspicio è un aumento dei margini a doppia cifra.

Di Alfa Romeo l'ad di Fca ha parlato ad Arese in occasione della presentazione del team di F1 con la Sauber. Per Biscione e Maserati per ora di scorporo dal gruppo non se ne parla. I due marchi continueranno comunque a beneficiare della collaborazione con Ferrari, fornitrice di motori. Dall'«Investor Day» si attende chiarezza sui rispettivi piani di sviluppo e sugli impianti che ospiteranno i nuovi modelli. Per Alfa Romeo la prima novità dovrebbe arrivare all'inizio del 2020, il Suv di classe media. Dove sarà prodotto? In Italia è l'unica cosa certa. A Pomigliano, che si aspetta la promozione a un veicolo premium? Probabile, anche se quella della fabbrica campana non risulterebbe la sola alternativa al vaglio.

Sull'elettrificazione della gamma, Chrysler Pacifica Hybrid a parte e già sul mercato Usa, si sa solo che il prossimo motore ibrido riguarderà il nuovo Jeep Wrangler, mentre a inizio anno è stato presentato, a Las Vegas, il concept (Portal) di una Jeep elettrica e a guida autonoma. Anche a Londra, Marchionne non si è sbilanciato su questo tema. Le carte saranno svelate solo all'ultimo, magari in attesa di trovare un socio da cui attingere tecnologie.

E Hyundai? La Casa coreana fornisce componenti a Fca per il mercato Usa, ma non ci sono per ora ipotesi di collaborazioni più strette. Marchionne le ha auspicate ad Arese, con un occhio anche all'idrogeno, che vede Hyundai molto attiva; da Seul hanno però precisato che non ci sono joint venture in corso o previste con Fca.

Si attende, intanto, nei prossimi mesi il verdetto sul dieselgate che vede coinvolta Fca negli Usa. I legali di Fca stanno gestendo la situazione con le autorità americane. Marchionne ha nel frattempo definito come «irreale» la possibile sanzione, fino a oltre 9 miliardi, di cui si starebbe invece discutendo in Francia. Un ultimo appunto: l'ad lascerà Fca con l'assemblea degli azionisti del 2019 e il suo successore, come si sa, arriverà dall'interno. All'erede, Marchionne ha assicurato il suo sostegno. Significa che lavorerà con il fiato sul collo, dalla galassia Elkann-Agnelli, dell'illustre «ex».

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