La Lega adotta Pirozzi e lancia Maroni

La Lega adotta Pirozzi e lancia Maroni
8 Dicembre Dic 2017 7 giorni fa

Offerto un seggio in Parlamento al sindaco di Amatrice per liberare il Lazio

Roma - Sergio Pirozzi in lista con Lega alle Politiche. Matteo Salvini offre un seggio blindato al sindaco di Amatrice sia per spingere l'avanzata del Carroccio nel Sud che per ricomporre l'unità della coalizione in vista della sfida elettorale nel Lazio. La mossa del leader leghista arriva a poche ore dalla riconvocazione del tavolo del centrodestra (fissato per martedì in Senato) per definire le candidature per regionali e comunali 2018. A Roma, infatti, l'unità dell'alleanza rischia di saltare, dopo la fuga in avanti, caldeggiata dalla Lega Nord, di Pirozzi che agli inizi del mese di novembre ha annunciato la discesa in campo alla testa di una lista civica. L'allungo del primo cittadino della città devastata dal terremoto del 24 agosto del 2016 non è piaciuto né al leader di Fratelli di Italia Giorgia Meloni né a Silvio Berlusconi.

Salvini, che sabato 9 dicembre sarà in Puglia per partecipare alla presentazione di un libro dedicato a Salvatore Tatarella, europarlamentare di An, rafforzando così la presenza del Carroccio nel meridione, al contrario dei due alleati, ha subito provato a mettere il cappello sulla candidatura di Pirozzi. Ma ora si è accorto che la partita nel Lazio si incrocia con quelle in Lombardia e Friuli Venezia Giulia: se in Lombardia la Lega, legittimamente, chiede agli alleati la riconferma del presidente uscente Roberto Maroni (messaggio ribadito ieri da Salvini), Forza Italia e Fratelli d'Italia vogliono carta bianca per la sfida laziale contro Nicola Zingaretti. Una rottura che ha paralizzato fino due giorni fa le trattative.

Ora la Lega fa retromarcia, provando a risolvere il nodo Pirozzi a cui ha già dato il via libera per la candidatura: l'offerta di Salvini, che ieri ha ripreso la battaglia berlusconiana contro Equitalia, promettendo la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 100mila euro, punta, dunque, a superare l'ostacolo, convincendo il sindaco al ritiro in cambio di un posto in Parlamento. La missione del leader del Carroccio è sacrificare Pirozzi per blindare in quota Lega due candidature al Nord: la riconferma di Maroni in Lombardia e il via libera a Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia Giulia. La trattativa tra via Bellerio e Amatrice è appena iniziata ma non sarà semplice per Salvini ammorbidire un duro come Pirozzi. Sul piatto non c'è solo l'offerta di un paracadute nelle liste leghiste ma soprattutto la prospettiva per il sindaco di rafforzare la battaglia per la ricostruzione di Amatrice e delle terre colpite dal sisma nei banchi di Montecitorio.

Neutralizzato Pirozzi, resta da sciogliere il nodo sul candidato da schierare contro Zingaretti e Roberta Lombardi (M5S) già ufficialmente in campagna elettorale. Maurizio Gasparri e Paolo Liguori hanno declinato l'invito del Cavaliere. In piedi c'è l'ipotesi Meloni: il capo politico di Fdi non vorrebbe però rinunciare alla leadership del partito. Al vertice interpartitico della prossima settimana saranno valutate nomi e profili. Lo schema di Forza Italia è di scartare politici di professione, affidandosi a esponenti della società civile e del mondo delle imprese.

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