"L'Uefa pretende troppo". Fassone gioca d'anticipo sul "voluntary" a rischio

L'Uefa pretende troppo. Fassone gioca d'anticipo sul voluntary a rischio
8 Dicembre Dic 2017 10 giorni fa

Decisione tra una settimana ma si va verso il no: "Non c'è ottimismo". Milan multato come l'Inter?

Milano - La Uefa ha bocciato il voluntary agreement del Milan. Anzi, non ha preso ancora alcuna decisione. Ma forse sì, deciderà così. Intanto la società alza la voce, si arrabbia e precisa, ma ancora la questione conti in casa Milan resta un piccolo caos e nella giornata di ieri ha toccato il suo apice. Almeno per ora.

Succede che ieri indiscrezioni di stampa riportino perentoriamente la notizia che l'Uefa ha detto no, l'accordo volontario per il piano di rientro dai debiti del Milan non va bene ed è stato bocciato. All'origine della decisione ci sarebbero le permanenti incertezze su Li Yonghong e il rifinanziamento del debito con Elliott, con il Milan che sperava di ottenere un sì a determinate condizioni e l'Uefa che avrebbe preteso la chiusura del rifinanziamento (tuttora in trattative) in tempi rapidissimi, non compatibili con la stessa trattativa in corso. E così Marco Fassone, all'arrivo nella sede della lega calcio, non ha nascosto il suo malumore, soprattutto per la presunta fuga di notizie. «Dai giornali si vede un funerale anticipato, sembra sia già stata presa la decisione. Ho troppo rispetto per le istituzioni Uefa, spero non sia così» ha detto Fassone. Passano poche ore e la Uefa si fa sentire, negando tutto e, di fatto, prendendo tempo. «La decisione sul voluntary agreement per il bilancio del Milan non è stata ancora presa, pertanto le indiscrezioni apparse sui media in merito a un potenziale rifiuto del piano presentato dal club rossonero sono infondate», si legge in una nota, specificando che la commissione si riunirà oggi e la decisione si avrà la prossima settimana.

E ora che succede? Fassone ha aggiunto alcuni dettagli che fanno propendere, comunque, per un no da parte dell'Uefa. «La commissione ha fatto richieste oggettivamente impossibili non solo per il Milan», ha detto l'ad. Motivazioni tecniche impossibili da soddisfare per cui quasi certamente l'organo europeo dirà no. «Abbiamo integrato i documenti e auspico che si riesca ad arrivare al voluntary, poi rispetteremo le decisioni. Questo sarebbe un accordo per non avere sanzioni nel breve. Non c'è ottimismo», continua Fassone che si dice ottimista sul rifinanziamento e parla anche di campo ammettendo che ormai, con questa situazione di classifica, per i rossoneri si tratterà di una «annata di transizione».

Ma il no dell'Uefa, se arriverà, non è un cataclisma per il Milan. Intanto va considerato che era la prima volta che una società chiedeva l'adesione al voluntary agreement, recente novità dell'Uefa in tema di fair play finanziario, e quindi è valso un po' da esperimento e da precedente che farà giurisprudenza per le altre società che vorranno chiederlo. Senza moratoria la società rossonera andrà incontro ad alcune sanzioni, ma ancora non ci sono elementi per valutarne l'entità. Un'ipotesi è quella del patteggiamento, a cui sono state sottoposte già Inter e Roma, ma è possibile che si tratterà soltanto di sanzioni pecuniarie. Da escludere, almeno per ora, l'esclusione dalle coppe europee. Ma di certo un no da parte del'Uefa sarebbe un ulteriore intoppo per il Milan ancora alle prese con le difficoltà gestionali del post passaggio di proprietà e alla ricerca di una nuova immagine internazionale. Che va di pari passo con un rilancio sul campo che, finora, stenta ad arrivare.

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