E/O (e Ferrante) contro Amazon: "Ci chiede sconti insostenibili"

E/O (e Ferrante) contro Amazon: Ci chiede sconti insostenibili
22 Dicembre Dic 2017 22 dicembre 2017

L'editore della saga bestseller risponde picche al colosso Usa, già attaccato da altri colleghi e dagli scrittori americani

La battaglia degli editori contro Amazon continua con un nuovo, allarmante episodio. Ma stavolta il caso riguarda l'Italia e un editore, E/O, che l'America l'ha conquistata, avendo lanciato oltreoceano Elena Ferrante. Ricapitoliamo: era una domenica d'agosto del 2014 quando un gruppo di oltre 900 scrittori, per lo più statunitensi, comprò un'intera pagina del New York Times per pubblicare una lettera contro Amazon. Da mesi il colosso americano dell'e-commerce boicottava le vendite dell'editore Hachette, gruppo francese Lagardère. Tra i titoli rigettati, l'ultimo romanzo di J. K. Rowling o i potenziali bestseller di Michael Connelly o Nicholas Sparks.

Le ritorsioni di Amazon andavano dalla scomparsa della possibilità di acquisto dei libri in tascabile a tempi di reperibilità insolitamente lunghi o prezzi più alti rispetto a quelli di altri rivenditori. Il motivo? Hachette rifiutava di concedere ad Amazon uno sconto maggiore sulle vendite, sconto che avrebbe strozzato i suoi ricavi di editore. Ora la storia si ripete con le stesse modalità, anche se qui parliamo non di scrittori, ma di un editore, E/O, che non può certo permettersi una pagina sul Nyt. Ecco perché ieri ha lanciato online e via mail il suo appello: «Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro quota del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice» scrivono i fondatori di E/O Sandra Ozzola e Sandro Ferri. «Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l'acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino». Si potrebbe pensare che la disputa sia squisitamente commerciale, che ai lettori importi poco di dove vengano e a chi convengano gli sconti, sebbene quest'estate persino Trump abbia twittato contro la politica divora-librerie di Amazon, ma E/O ne fa invece anche una questione morale e addirittura di futuro possibile per l'intero ecosistema editoriale: «Il problema è che Amazon non è la libreria di quartiere, ma il dettagliante che in e-commerce domina il mercato con una quota del 70 per cento» ci ha spiegato Sandro Ferri. «Se mi chiede sconti eccessivi mi mette in una situazione insostenibile. Se per paradosso applicasse queste condizioni sistematicamente, arriverebbe ad impedire la circolazione dei libri: posso solo immaginare la minaccia al pluralismo che viene mossa in questo modo».

In pratica, lo sconto di cui si parla è il margine che permette al libraio di guadagnare, non lo sconto finale che Amazon fa al consumatore: in Inghilterra questo sconto è divenuto, con gli anni, pari addirittura al 60 per cento in media sull'incasso: quale editore oggi in Italia potrebbe sostenere un'erosione del genere ai ricavi? Tre mesi fa Babalibri di Francesca Archinto fece lo stesso annuncio: mai più su Amazon coi propri libri per bambini. Che sia un trend di protesta che presto verrà seguito da molti? «Difficile fare i conti in tasca a tutti: alcuni editori di supernicchia manco ci arrivano in libreria e magari per loro Amazon è vitale», prosegue Ferri. «Se però vengono intaccati i margini di sopravvivenza, gli editori non avranno più soldi per lanciare esordienti, tenere in piedi le librerie, in sostanza per fare cultura diffusa». Strano che proprio E/O che ha conquistato l'America ora ne attacchi uno dei miti: «Veramente negli Stati Uniti c'è una legge antitrust che funziona eccome», reagisce Ferri. «Laggiù gli editori devono fare a tutti lo stesso sconto, da Amazon alla piccola libreria indipendente, per salvaguardare anche i più piccoli nel gioco di mercato».

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