Dall'Antitrust una multa da 10 milioni per Vodafone e Telecom

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28 Dicembre Dic 2017 28 dicembre 2017

Per l'Antitrust invio massivo di sms informativi ai clienti delle due società

È un'accusa per abuso di posizione dominante quella per cui l'Antitrust ha deciso di emettere una maxi-multa a Vodafone e Telecom Italia, ritenendo che le due società abbiano esagerato con l'invio massivo di sms informativi riguardo alle opportunità offerte agli utenti.

Si sono conclusi lo scorso 13 dicembre i due procedimenti separati che avevano al centro proprio Vodafone Italia e Telecom Italia S.p.A, insieme alla controllata Telecom Italia Sparkle.

L'Antitrust "ha deciso perciò di comminare sanzioni amministrative pecuniarie alle società Vodafone Italia e Telecom Italia pari rispettivamente a 5.843.814 euro e 3.717.988 euro".

E scrive: "Vodafone Italia ha abusato della propria posizione dominate ponendo in essere delle condotte di discriminazione interno-esterna di tipo tecnico ed economica tali da determinare una compressione dei margini a discapito dei concorrenti nel mercato a valle che acquista la terminazione SMS verso rete mobile Vodafone Italia. Le condotte di Vodafone Italia sono indirizzate agli Operatori in decade 43 ed incidono su una concorrenza di tipo infrastrutturale".

Nel caso di Telecom Italia, l'Autorità "ha accertato che la società, anche con l'ausilio di Telecom Italia Sparkle, ha abusato della propria posizione dominante ponendo in essere una condotta di compressione dei margini per un concorrente altrettanto efficiente nel mercato a valle che acquista la terminazione SMS verso rete mobile Tim". In entrambi i casi gli operatori, dominanti nei rispettivi mercati a monte di terminazione Sms su propria rete e verticalmente integrati, "hanno applicato tariffe sia sul mercato a monte che sul mercato a valle dell'invio massivo di SMS che rendono il margine potenziale per i concorrenti nel mercato al dettaglio insufficiente a coprire i costi specifici per fornire i servizi ai clienti finali. Tali condotte sono idonee a compromettere la capacità competitiva dei concorrenti attivi in tale mercato".

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