Farsi le ossa col Thai Chi la danza al rallentatore che fa bene allo scheletro

3 Gennaio Gen 2018 20 giorni fa

È un sistema di prevenzione contro la perdita della massa ossea e muscolare che sopraggiunge con l'età Benefici significativi soprattutto per collo del femore e anca

Mara Agostoni

Farsi le ossa con il Tai Chi. Per rendere più robusto lo scheletro, più sicuro il passo e stabile l'equilibrio medici e ricercatori consigliano l'arte marziale dai movimenti lenti che viene dalla Cina. Oltre che una tecnica di combattimento, secondo una serie di studi pubblicati in questi mesi, è un sistema di prevenzione rispetto alle perdite di massa ossea e muscolare che sopraggiungono con l'età e alle cadute, che per le persone anziane possono essere molto pericolose.

IL PASSO DELLA TIGRE

Si stima che circa il 40% delle donne in menopausa vada incontro, lungo il resto della vita, ad almeno una frattura. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità circa un terzo degli anziani sopra i 65 anni cade, e il 10% delle cadute produce lesioni gravi, dalla frattura del femore ai traumi al cervello.

A 50 anni il 15% delle donne soffre di osteoporosi e il 40-50% di osteopenia, ovvero di riduzione del tessuto osseo, a 75 anni le percentuali salgono rispettivamente a 40 e 95%, ma con gli anni in più non è solo lo scheletro a diventare più fragile: sopra il mezzo secolo, la perdita della massa muscolare si conta in una riduzione della forza dell'1-2% all'anno e della potenza del 3-4%, mentre il mantenimento dell'equilibrio può essere compromesso anche dal decadimento degli organi di senso, oltre che da altri disturbi come ipotensione, anemia, disidratazione.

Di fronte all'aumento fisiologico della fragilità, è l'attività fisica, costante e senza eccessi, ad essere raccomandata come prima forma di prevenzione. Per i medici ogni attività aerobica è utile allo scopo. Ma ai movimenti coordinati e continui del Tai Chi, la «danza al rallentatore» fra una posizione della Gru e una della Tigre, le ricerche recentemente pubblicate assegnano una preferenza: secondo gli studiosi stimolano la percezione, il bilanciamento del peso e una migliore postura, con vantaggi anche agli apparati respiratorio e cardiovascolare. Uno studio che ha coinvolto ricercatori americani e cinesi, si è concentrato sugli effetti della pratica del Tai Chi sulla salute delle ossa, in particolare nel ridurre la perdita di densità minerale. Sono state esaminate sistematicamente venti ricerche, su un campione totale di 1604 persone: i risultati mostrano significativi benefici del Tai Chi sulla densità minerale in zona lombare, sul collo del femore e sull'anca in anziani, donne in perimenopausa e postmenopausa e persone con artrosi.

SICURI AL BUIO

Un gruppo di scienziati dell'Università di Jaén, in Spagna, analizzando dieci diverse sperimentazioni, ha verificato un «effetto protettivo medio» della pratica del Tai Chi rispetto al rischio di cadere fra le persone anziane.

Il tasso di cadute risulta ridotto del 43%, e quello di cadute con lesioni del 50%, anche se in quest'ultimo caso si riconosce la necessità di ulteriori studi. Un altro gruppo, dalle Università di Shanghai, Shandong e Qingdao, si è concentrato sugli effetti che il Tai Chi può avere sulla stabilità nello scendere le scale con diversi gradi di illuminazione.

Un gruppo di donne anziane che praticano Tai Chi è stato messo a confronto con altre che si dedicano alla camminata veloce e altre che non praticano esercizi: le prime, si è rilevato, quando scendono le scale riducono la velocità orizzontale e aumentano la distanza fra i piedi, movimenti che aumentano la stabilità. Lo stesso gruppo risulta più sensibile alle differenze di illuminazione rispetto agli altri e quando la luce è poca controlla meglio la distribuzione del peso, la tendenza a frenare, l'angolo di inclinazione, ovvero «prendono gli adeguati provvedimenti per la stabilità del corpo durante la discesa».

Ancora un gruppo di ricercatori di Shanghai e Beijing, ha arruolato 84 anziani per mettere a confronto gli effetti della pratica del Tai Chi con quelli della camminata veloce su fitness e funzioni cognitive. Per verificarli è stato usato il cosiddetto «test di Stroop», usato per valutare la velocità di elaborazione degli stimoli e di esecuzione: vengono mostrate parole che indicano dei colori ma sono stampate con un colore diverso rispetto a quello significato, e si chiede di pronunciare il colore con cui è stampata la parola e non quello che la parola indica, inibendo la risposta che verrebbe più automatica.

IN BALERA

Con questa procedura, si sono registrate migliori performance nel gruppo di praticanti Tai Chi, più rapido nella risposta e più preciso nell'evitare l'errore. Stessi risultati con un altro test basato sui numeri. In base ai risultati, per i ricercatori «il Tai Chi giova alle funzioni cognitive degli anziani più di quanto faccia la camminata veloce».

Un gruppo di ricercatori, in Oregon, ha valutato sull'American Journal of Public Health gli impatti delle attività che prevengono le cadute nei centri per anziani sul territorio: hanno preso in considerazione un programma sul Tai Chi adottato in 36 centri in 4 contee dell'Oregon dal 2012 al 2016. Gli istruttori hanno sviluppato il programma con gli ospiti dei centri per 48 settimane e un follow up a sei mesi. Il risultato: la riduzione del 49% delle cadute e un miglioramento delle performance fisiche.

In media, il costo-beneficio è stato calcolato in 917 dollari per caduta prevenuta. A Taiwan invece la locale università, insieme a quella australiana di Brisbane, ha testato gli effetti degli esercizi di Tai Chi su un gruppo di 60 anziani in sedia a rotelle, impegnati per 40 minuti tre volte a settimana per 26 settimane.

Rispetto al gruppo di confronto che ha svolto gli usuali esercizi fisici, i praticanti Tai Chi hanno registrato minore senso di affaticamento e una maggiore sicurezza nello svolgere alcune attività. Non piacciono le discipline orientali? C'è l'alternativa, suggerisce la ricerca scientifica: per stare solidamente piantati per terra c'è anche il ballo. Lo prova un gruppo di ricerca dell'University School of Physical Education di Cracovia, che ne ha testato gli effetti positivi sull'equilibrio e il rischio di cadute su donne over 60.

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