La Regione vuole di più. L'Ilva resta appesa al Tar

La Regione vuole di più. L'Ilva resta appesa al Tar
5 Gennaio Gen 2018 05 gennaio 2018

La Puglia e Taranto alzano la posta: "A breve una controproposta". Ecco la bozza del Mise

Il nuovo protocollo ambientale del governo, che trasforma gli impegni in obblighi, non basta. E l'Ilva rimane ancora appesa al Tar con il Comune di Taranto e la Regione Puglia che alzano nuove barricate e rilanciano: «Entro la prossima settimana arriverà la nostra controproposta».

Continua così, a suon di carte e consulenti, la battaglia per il futuro dell'industria siderurgica italiana che, da settimane, blocca la cessione del gruppo alla cordata franco-indiana AmInvestco. Se infatti gli enti locali hanno revocato l'istanza di sospensiva, all'appello manca ancora il completo ritiro del ricorso al Tar di Lecce contro il Dpcm sul nuovo piano ambientale dell'Ilva. Così, per cercare di convincere le parti a una soluzione consensuale, nella tarda serata di mercoledì, i ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Claudio De Vincenti (Coesione territoriale) hanno inviato a Regione e Comune un protocollo di intesa con diverse novità. Tredici pagine e nove articoli in cui si prevede l'apertura sulla decarbonizzazione del siderurgico di Taranto; la valutazione del danno sanitario per calcolare quanto incidono sull'abbattimento dell'inquinamento e sulla riduzione delle malattie i nuovi investimenti ambientali; la copertura dei parchi primari in 24 mesi con conclusione tra gennaio e giugno 2020; l'impegno a venire incontro all'indotto.

«Si tratta di impegni cogenti per le parti firmatarie che verranno trasfusi in obbligazioni contrattuali tra Am Investco e l'amministrazione straordinaria. Riteniamo perciò che lo schema di protocollo soddisfi ampiamente le richieste manifestate», scrivono i ministri nella premessa allo schema chiarendo, poi, che il protocollo è proposto anche a nome «del Governo tutto» ed è condizionato al «deposito, entro otto giorni dalla sua sottoscrizione, di un atto di rinuncia ai ricorsi presentati al Tar di Puglia». Una condizione che al momento sembra ancora lontana visto che gli enti locali rilanceranno con ulteriori richieste. «Il Comune aveva rivendicato uno strumento più efficace come l'accordo di programma, strumento di rilevanza amministrativa peraltro accolto dal ministro Calenda, mentre ci giunge inaspettatamente una bozza nella forma di un generico protocollo di intesa, che riteniamo non conservi analoga efficacia», ha detto il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Più disponibile il governatore Michele Emilano: «Qualche passo avanti si è fatto, ora attendo la convocazione del premier». Anche Emiliano chiede però l'accordo di programma. I 14.200 addetti del gruppo restano, quindi, con il fiato sospeso nonostante i ripetuti appelli di politici e sindacati. Se il ricorso non verrà ritirato, Arcelor Mittal, il gigante della siderurgia che guida (88%) la cordata AmInvestco ha chiesto di modificare le condizioni di acquisto.

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