New York vuol far causa ai petrolieri

New York vuol far causa ai petrolieri
11 Gennaio Gen 2018 11 gennaio 2018

Il sindaco DeBlasio pronto a denunciare cinque colossi per il surriscaldamento globale

L'ultima iniziativa di Bill DeBlasio - il sindaco di New York recordman americano di political correctness - entusiasmerà i suoi seguaci «progressisti» e farà imbufalire chi non si rassegna alla crescente deriva di bacchettonismo benpensante della politica.

Neppure sfiorato dall'ipotesi che i cambiamenti climatici in corso possano non essere la conseguenza delle perversioni del capitalismo, DeBlasio ha deciso di fare causa ai colossi dell'industria petrolifera per il loro presunto ruolo nel surriscaldamento globale: l'accusa ai giganti miliardari del settore (Exxon, Chevron, Royal Dutch Shell, Conoco e British Petroleum) è quella di pubblicizzare i loro prodotti minimizzando intenzionalmente il loro effetto dannoso sul clima.

Il sindaco newyorkese, del quale sono note le ambizioni per la Casa Bianca, gioca una partita molto determinata e perfettamente sintonizzata con un certo spirito del tempo. Preceduto dal governatore democratico dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che già in dicembre aveva anticipato intenzioni simili a livello statale, ha dato il via alle ostilità con una mossa che coniuga il suo ambientalismo militante alla Al Gore con una strizzata d'occhio al suo elettorato più fedele.

«Vogliamo salvaguardare le pensioni dei poliziotti, degli insegnanti e dei vigili del fuoco della nostra città, ma allo stesso tempo - ha spiegato Scott Stringer, delegato al Bilancio del sindaco DeBlasio - crediamo che il loro futuro finanziario sia legato alla sostenibilità del pianeta». Allo slogan in perfetto politichese corretto seguono i fatti. Fatti da 25 miliardi di dollari: cinque fondi pensione del valore di cinque miliardi l'uno sono già stati spostati dai fondi d'investimento delle cinque compagnie petrolifere citate in precedenza.

L'iniziativa legale della città di New York - che imita quelle simili già prese per esempio a Washington e a Berlino - trova appiglio nelle accuse mosse nei mesi scorsi contro la Exxon. Uno studio condotto da due ricercatori dell'Università di Harvard sosteneva che il colosso americano del petrolio avesse intenzionalmente tentato di ingannare l'opinione pubblica sull'argomento del riscaldamento globale, diffondendo documentazione reticente nonostante disponesse di informazioni che confermavano il rischio per il clima legato all'emissione di gas serra.

In attesa di vedere se De Blasio riuscirà a far quadrare i conti di New York con i soldi dei petrolieri, merita ricordare che il sindaco della «Big Apple» è più che abituato a cavalcare temi barricadieri cari al fronte liberal americano. Alcuni mesi fa, quando infuriava la polemica sull'opportunità di eliminare le statue che celebravano personaggi legati alla Confederazione del Sud, il sindaco italoamericano si distinse tra i più oltranzisti, dicendosi favorevole a togliere da Columbus Circle a Manhattan la celebre statua di Cristoforo Colombo. Personaggio divisivo e simbolo delle persecuzioni ai danni delle popolazioni native: detto da lui faceva un po' ridere. Ma era serissimo.

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