I detenuti di Guantanamo fanno causa a Trump: "È contro i musulmani"

I detenuti di Guantanamo fanno causa a Trump: È contro i musulmani
12 Gennaio Gen 2018 10 giorni fa

Undici prigionieri di Guantanamo fanno causa al presidente americano Donald Trump: "Siamo detenuti illegalmente perché lui è anti-musulmano"

È uno dei simboli della global war on terror lanciata dall’amministrazione di George W. Bush dopo gli attentati alle Torri Gemelle. È qui che centinaia di terroristi, o presunti tali, sono stati imprigionati e torturati. L’11 gennaio scorso il centro di detenzione che si trova nella base navale statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba, ha compiuto sedici anni. E in occasione dell’anniversario dell’apertura del penitenziario undici detenuti confinati nel carcere di massima sicurezza hanno depositato presso il tribunale federale di Washington una vertenza contro il presidente americano, Donald Trump.

L’atto d’accusa è semplice: “Siamo detenuti illegalmente perché lui è anti-musulmano”. E a sostegno di questa tesi, come nei ricorsi presentati contro il muslim ban, i prigionieri hanno citato testualmente tweet e discorsi redatti dal presidente che dimostrerebbero l’avversione di Trump per l’Islam, assieme a quelli in cui Trump si dichiarava convinto che non dovessero esserci più rilasci da Guantanamo. “L'opposizione del presidente al rilascio dei prigionieri da Guantanamo segue altre iniziative politiche indiscriminate, bocciate dai tribunali, come il bando sui viaggi in Usa di cittadini da certi Paesi a maggioranza musulmana o il bando per i transgender nelle forze armate", scrivono i detenuti nel ricorso.

Gli undici prigionieri che hanno sottoscritto la vertenza evidenziano, inoltre, come Trump abbia chiesto il trasferimento a Guantanamo di un uomo musulmano colpevole dell’omicidio di diverse persone nella Grande Mela, “mentre non ha mai chiesto che venisse negato il processo ai killer bianchi delle stragi di massa”. A differenza del suo predecessore Barack Obama, che si era impegnato a chiudere il penitenziario, rilasciando oltre 200 prigionieri durante i suoi due mandati alla Casa Bianca, Donald Trump ha più volte ribadito la sua contrarietà alla chiusura del carcere di massima sicurezza. Attualmente nella prigione cubana sono detenute 41 persone. La metà di queste non ha mai subito un regolare processo pur indossando la tuta arancione da oltre dieci anni.

Nel giorno del sedicesimo anniversario dell’apertura dei cancelli del centro di detenzione più famoso al mondo Amnesty International è tornata a chiederne la chiusura. La struttura, accusa la direttrice per le Americhe, Erika Guevara Rosas, è diventata “il simbolo della tortura, dei trasferimenti illegali e delle detenzioni a tempo indeterminato senza accusa né processo, in totale violazione degli standard internazionali sulla giustizia e sui diritti umani”. La chiusura del carcere, quindi, è giudicata “essenziale” e “dovuta” dagli attivisti. Per coloro che si trovano ancora dietro le sbarre nella base cubana della marina militare americana Amnesty invoca un “processo equo” oppure “il rilascio immediato”.

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