Sala sindaco-scrittore dà lezioni al Paese

Sala sindaco-scrittore dà lezioni al Paese
12 Gennaio Gen 2018 11 giorni fa

Il suo predecessore Giuliano Pisapia attese (quasi) la fine del mandato per pubblicare «Milano città aperta, una nuova idea di politica», resoconto della sua attività da sindaco e un concentrato di stoccate a mezza giunta e qualche colonnello Pd. Giuseppe Sala debutta nella doppia veste di sindaco-scrittore dopo un anno e mezzo in carica. «Milano e il secolo delle città» è il libro che uscirà a brevissimo, edito da «La nave di Teseo» (il direttore è Elisabetta Sgarbi) che nell'ultimo anno ha pubblicato in Italia - tra gli altri - «Rivoluzione» di Emmanuel Macron o «Yes we can. Yes we did», i discorsi di commiato dalla Casa Bianca di Michelle e Barack Obama.

In 224 pagine Sala tenta di rispondere a due domande. «Come ha fatto Milano a diventare la città che è oggi? E dove andrà n futuro?». Il successo di Milano - si legge nel riassunto del volume che già circola on line - si fonda su un passato non privo di momenti difficili. «Poi è ripartita una nuova fase di consolidamento. Quasi in silenzio. Con Expo 2015 si è data voce e visibilità alle qualità di Milano ed è tornato alla luce l'orgoglio della città. Università, creatività, tecnologia, cultura costituiscono il tessuto su cui si è creata la Milano internazionale e contemporanea di oggi. Unica in Italia. Competitiva, ma anche solidale. Persino bella. Per i milanesi e per tutti». Certo ammette «i problemi non mancano. Ancora troppa differenza fra centro e periferie. La risposta alle grandi migrazioni. La sicurezza, vera o percepita. C'è ancora e sempre molto da fare per consolidare il modello Milano». E si pone una domanda: «L'Italia vorrà imparare da Milano, oppure la metropoli lombarda si proietterà ancora di più a livello internazionale, quasi una città-mondo nel territorio italiano?». Sala insomma lancia il modello Milano - e magari sè stesso? - come esempo di buongoverno per tutto il Paese. «Milano e il secolo delle città», che Sala presenterà probabilmente sul palco del teatro Franco Parenti che scelse già per aprire la campagna elettorale da sindaco nel marzo 2016, non è la sua «opera prima». Sala già nel 2014 pubblico con Skira «Milano sull'acqua. Ieri, oggi e domani» in cui ipotizzava quella riapertura dei Navigli che ora in giunta sta cercando di concretizzare. E chissà se si sarà fatto dare qualche consiglio dall'assessore dem Pierfrancesco Majorino che ha all'attivo cinque romanzi e un e-book sull'emergenza profughi.

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