Omicidio Raciti, semilibertà a ultrà condannato

Omicidio Raciti, semilibertà a ultrà condannato
13 Gennaio Gen 2018 13 gennaio 2018

Concessa la semilibertà a Daniele Natale Micale, 30 anni, uno dei due ultrà del Catania condannati per la morte dell’ispettore della polizia Filippo Raciti. Condannato a 11 anni, ha già scontato oltre metà della pena

Uno dei due ultrà condannati per la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, durante il derby tra Catania e Palermo, ha ottenuto la semilibertà. Si tratta di Daniele Natale Micale, 30 anni, condannati a undici anni di carcere per omicidio preterintenzionale. Insieme all'allora minorenne Antonino Speziale nel novembre del 2012 Micale era stato condannato definitivamente per la morte di Raciti. Ha già scontato oltre metà della condanna in carcere a Catania, ed ha un residuo pena di meno di 4 anni.

MIcale esce di carcere al mattino per andare a lavorare e rientra la sera, trascorrendo la notte in prigione. Il Tribunale ha ritenuto di concedere la semilibertà nell'ottica "del graduale reinserimento sociale" al fine di consentire a Micale di "svolgere attività lavorativa come dipendente" di un supermercato. Resta ancora in carcere, invece Antonino Speziale, condannato a 8
anni per lo stesso reato, all'epoca dei fatti minorenne.

Nato a Catania nel 1967, Raciti era entrato in Polizia nel 1986. Viveva ad Acireale con la moglie Marisa Grasso e i figli Fabiana e Alessio. Il 2 febbraio 2007, circa due ore circa dopo la fine dell'acceso derby tra Catania e Palermo, subì un fortissimo colpo contundente che gli causò un trauma epatico mortale.

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