Vuole più auto elettriche ma le colonnine sono ko. E ora Sala cerca sponsor

Vuole più auto elettriche ma le colonnine sono ko. E ora Sala cerca sponsor
13 Gennaio Gen 2018 9 giorni fa

Mancano pezzi di ricambio e i costi lievitano La giunta dichiara il flop e si affida a privati

Il sindaco Beppe Sala caldeggia gli spostamenti su mezzi green, le case automobilistiche stanno investendo su nuovi modelli ibridi o elettrici, ma a Milano il meccanismo virtuoso rischia di incepparsi. La rete pubblica delle colonnine di ricarica elettrica è un flop, dichiarato dalla stessa giunta che a fine dicembre ha votato la caccia a uno sponsor che ammoderni e gestisca le barre collocate presso 28 «isole digitali» (per un totale di 320 «prese» elettriche, riservate prevalentemente al car sharing) e le 32 colonnine - per 64 punti di ricarica - usate quasi solo dai privati. A breve lancerà un bando. La relazione della Direzione Mobilità non lascia scampo: il sistema non funziona e non è economicamente sostenibile.

Un passo indietro. Nel 2012 l'ex giunta Pisapia approvò il progetto «Electric city movers» con l'obiettivo di offrire un servizio di mobilità innovativa. Progetto che portò alla realizzazione di 29 «Isole digitali» dotate di impianti wi-fi, totem informativi e (tutte tranne una) barre per la ricarica di veicoli elettrici. Alla rete pubblica si aggiungono 32 barre (20 di potenza standard e 12 di potenza elevata) sparse sul territorio, da via Gioia a via Manin, corso Lodi, piazza Leonardo da Vinci. A fine 2016 la giunta Sala ha approvato le linee di indirizzo per affidare in via sperimentale la gestione delle isole a privati per tre anni, ma nelle scorse settimane, analizzata la - drastica - situazione ha revocato quella delibera e avviato «con urgenza» la caccia allo sponsor. Dopo «verifiche tecniche puntuali» cita la relazione «è emerso un quadro generale che delinea uno stato di funzionamento delle colonnine non adeguato a garantire un servizio efficiente all'utenza, allo stato attuale la rete presenta criticità, i sistemi di ricarica sono ormai entrati in una fase di obsolescenza funzionale e tecnologica». Tutti erano in forma di prototipo, realizzati da società che ora hanno terminato la produzione di quei modelli e non hanno proseguito nello sviluppo di una versione successiva, quindi non ci sono ricambi a disposizione «e non è ragionevole nè economico ordinare la produzione ad hoc di componenti che ormai sono tecnologicamente superati». L'operatività delle isole quindi «è di difficile gestione, con crescenti disagi per i privati cittadini e il principale operatore di car sharing elettrico con 700 quadricicli». L'aumento dei costi di gestione e manutenzione poi è diventato insostenibile, «i clienti privati sono passati da 626 a 762 tra ultimi sei mesi del 2016 e primo semestre 2017 (il 20% in più), si sono aggiunte due società di car sharing elettrico e le ricariche effettuate sono salite del 30% (37.170 nel primo semestre 2017). I costi di manutenzione sono lievitati a 130.242 euro nel 2016 contro i 110.817 del 2015, soprattutto per sostituzione integrale o riparazione di componenti arrivate a fine vita, e la mancanza di ricambi rallenta i tempi di intervento». Il Comune non può rientrare dalle spese neppure con i totem pubblicitari: oggi non sono in funzione e «nel tempo hanno presentato carenze strutturali al sistema di raffreddamento, sono soggetti a vandalismi, non è neanche possibile sostituire gli schermi perchè non sono più sul mercato». La giunta cerca un operatore del settore elettrico (con almeno 200 clienti attivi) che ammoderni e gestisca il sistema guadagnando (quasi solo) dalla visibilità del marchio su ogni colonnina. Il servizio dovrà essere attivo 24 ore su 24, accessibile tramite una app sviluppata. Verrà introdotto un modello sperimentale di prezzo a consumo, basato sui kwh di energia e il tempo usati dall'utente per la ricarica.

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