La spallata della stampa nemica per fermare l'ascesa del Cavaliere

La spallata della stampa nemica per fermare l'ascesa del Cavaliere
14 Gennaio Gen 2018 7 giorni fa

L'ultima rilevazione conferma la crescita dell'alleanza al 35,9% Anche Grasso cavalca la falsa notizia: «Valuteranno gli elettori»

Roma È un disegno già visto. La spallata parte quando il centrodestra sale nei sondaggi e il gradimento personale di Silvio Berlusconi aumenta oltre le aspettative. Se poi il Cavaliere decide di spiazzare media e politica e uscire dalla parte che gli è stata riservata in commedia, la reazione è assicurata. L'ultima è la pubblicazione della notizia di un'inchiesta della procura di Milano sulla vendita del Milan. Smentita dai giudici del capoluogo lombardo.

Se avrà un effetto sulle preferenze politiche degli italiani si vedrà dai prossimi sondaggi. Per ora, quello che è certo, è che la notizia è arrivata a ridosso del voto e proprio mentre le cose stanno andando bene per Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia. La conferma è arrivata ieri da un sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. Il centrodestra è in testa con il 35,9% delle preferenze, poi c'è il Movimento 5 Stelle, primo partito con il 28,7% in crescita dello 0,5%. Segue la coalizione di centrosinistra che è al 27,5%. Piccoli movimenti nelle preferenze di lista, ma la fotografia dell'Italia che andrà al voto in marzo è chiara.

Cifre a parte, il Cavaliere si è ritagliato in queste elezioni un ruolo per molti inaspettato. Moderato nelle proposte, ha spiazzato la sinistra che ha cercato di imitare il suo stile (Renzi con l'abolizione del canone, Grasso con quella delle tasse universitarie). Elemento di moderazione e di garanzia anche fuori dall'Italia. Ad esempio nelle istituzioni europee, che non sono state estranee alla fine del suo governo nel 2011. Poco prima della crisi dello spread e del divorzio da Gianfranco Fini, Berlusconi aveva raggiunto l'apice e aveva guadagnato un consenso bipartisan, in particolare con la partecipazione nel 2009 ai festeggiamenti del 25 aprile a Onna. Da lì, secondo le ricostruzioni, partì la macchina che due anni dopo provocò la fine del suo governo.

Ieri la notizia della Stampa, smentita sull'inchiesta di Milano. «Ancora una volta un giornale con una precisa connotazione politica e imprenditoriale aggredisce il presidente Berlusconi con una notizia totalmente inventata», ha commentato l'avvocato Niccolò Ghedini.

Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia del Friuli Venezia Giulia, per la di ossessione per Berlusconi. «I giornali continuano a cedere alla tentazione grave e pericolosa di banalizzare mettendo tutto nello stesso calderone, ossessionati più dalle non-notizie riguardanti il presidente, arrivata puntualmente in campagna elettorale, che dal fatto di fare il loro mestiere che dovrebbe essere quello di dire la verità».

Facile prevedere chi cercherà di cavalcare la fake news in chiave elettorale. A novembre, guarda caso, il deputato M5S Paolo Nicolò Romano presentò un'interrogazione parlamentare sulla cessione del Milan. Chi sembra non essersi accorto della smentita e della piega che ha preso lo scoop, è stato il leader di LeU Pietro Grasso. La questione delle presunte indagini sulla vendita del Milan «certamente sarà un'ulteriore valutazione che faranno gli elettori», ha spiegato ieri. Se in favore o sfavore di Berlusconi non l'ha detto.

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