Pc salvavita rubati in Inghilterra e Italia Appelli via social ai ladri: «Restituiteli»

14 Gennaio Gen 2018 14 gennaio 2018

Il padre di Miya, 16 anni: «Senza quel computer non riesce a comunicare»

Nino Materi

Aldo Messina è un medico italiano, Bobby Thirlby è un impiegato inglese. Aldo e Bobby non si conoscono e le loro vite si svolgono a migliaia di chilometri di distanza.

Il dottor Messina è primario al Policlinico di Palermo; mister Thirlby è il papà di una bellissima bambina a Plymouth, città di 241.500 abitanti nella contea del Devon, nota anche perché da qui i Padri Pellegrini salparono per il Nuovo Mondo nel 1620.

Ma c'è un filo invisibile che lega Aldo a Bobby. Nei giorni scorsi entrambi sono stati vittime «indirette» di furti di computer. Si tratta di pc molto particolari, «salvavita» potremmo dire. Chi li ha rubati probabilmente non lo sapeva, e per questo Messina e Thirlby hanno avuto la stessa idea: fare un appello social per chiedere ai ladri di restituire i preziosi macchinari; le loro parole potrebbero (in teoria) commuovere perfino gli autori del misfatto.

«Mia figlia - ha scritto infatti il padre di Miya, 16 anni - è disabile e soffre di epilessia, riesce a comunicare solo grazie a un particolare computer che la aiuta a parlare. Un pc, molto costoso, che avevamo lasciato in auto e che purtroppo qualcuno ha portato via. Vi prego, restituitecelo. Per noi e Miya è fondamentale». Un tweet che Bobby ha rilanciato allegando la foto della ragazzina e ricevendo la solidarietà (anche economica) di tante persone, tra cui anche alcuni sportivi come Paul Gascoigne, Alan Shearer e Andy Murray. Nel giro di poche ore sono piovute oltre 100mila condivisioni ed è nata una pagina social dedicata a Miya.

Intanto, in attesa della (improbabile) restituzione del marchingegno, sono comunque già state raccolte le 6mila sterline necessarie per riacquistarlo. Si tratta di un pc progettato per «tradurre» in parole il movimento degli occhi: qualcosa di simile ai puntatori oculari per i malati di Sla.

E una storia non meno toccante viene da Palermo, dove dalla stanza del primario di Audiologia del Policlinico (Aldo Messina, appunto) qualcuno ha rubato un pc portatile che contiene un sofisticato software (valore, 10mila euro) che serve per la riabilitazione dei pazienti colpiti da gravi disturbi uditivi. Anche dal dottor Messina è partito un appello: «Chi ha rubato questo portatile non si rende conto il danno che ha provocato. Non so cosa dire ai pazienti che si sono affidati a questa nuova tecnica. Penso a una donna che mi aveva confessato di avere pensato al suicidio e che stava tornando a una vita normale». Il ministero della Sanità - se c'è qualcuno - batta un colpo.

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