Ecco cosa fare se viene la sindrome del cantante lirico

17 Gennaio Gen 2018 17 gennaio 2018

Giovanna Baracca, audiologo e foniatra collabora col servizio di guardia medica del Teatro alla Scala. «I cantanti lirici hanno uno stile di vita sanissimo, ancor più degli sportivi. Stanno molto attenti alle ore di sonno, all'ambiente in cui si trovano - spiega - e se devono spostarsi da un ambiente all'altro con sbalzi di temperatura la sciarpa al collo non manca mai. E hanno sempre con loro una bottiglietta di acqua. Chi canta sa che bisogna evitare il raclage, schiarirsi la voce raschiando la gola. Non si fa. Quando ne hanno necessità bevono un sorso d'acqua». Suggerimenti utili anche per chi non ha l'ugola d'oro, perchè le patologie della voce «sono in aumento ed è cresciuto anche il livello di attenzione per questi problemi: fra talent show e la tendenza ad appassionarsi al canto, la visita foniatrica sta diventando un evento non eccezionale come un tempo, quando vi ricorrevano solo i cantanti lirici. Oggi visitiamo tante persone che svolgono professioni non artistiche».

Esempi insospettabili? «I parrucchieri, perchè parlano molto con le clienti con il fon acceso, un rumore molto alto di sottofondo». Oppure «le mamme che hanno bambini piccoli: donne con un lavoro normale ma che alzano spesso la voce con i figli e sperimentano la disfonia a 40 anni».

Il consiglio è di rivolgersi allo specialista «quando l'alterazione della voce si prolunga oltre le due settimane. Sulla base dell'esame delle corde vocali e della diagnosi si decide il percorso da seguire: per i casi acuti, legati a un raffreddamento o a uno sforzo vocale eccessivo, l'intervento è pressochè farmacologico. Se invece la disfonia è l'esito di un abuso vocale o dovuta a noduli, polipi o formazioni benigne sul tessuto cordale, si passa alla terapia riabilitativa e si va dal logopedista per imparare a parlare in economia. Con un corretto assetto muscolare e una corretta presa del fiato si può sopportare lo sforzo vocale senza farsi male».

La chirurgia «è per i casi più estremi, cisti refrattarie al trattamento logopedico o noduli particolarmente voluminosi», per il resto si punta sulla prevenzione: «Evitare di urlare e di parlare velocemente: non serve, né alla persona che sta parlando, perchè si affatica molto, né a chi ascolta, perchè la comprensione verbale è legata al numero di parole percepite al minuto». Per quanto riguarda l'alimentazione «valgono le norme anti reflusso gastrico. La risalita dell'acido dallo stomaco può arrivare fino alla laringe, causando una situazione di irritazione cronica: si avverte come incremento della raucedine, fatica, e la tipica tosse secca. Quindi, evitare alimenti gassati, cioccolato, caffè a digiuno, non andare a dormire subito dopo mangiato, seguire una dieta leggera».

MAg

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