Fanno satira "non di sinistra": Facebook gli chiude la pagina

Fanno satira non di sinistra: Facebook gli chiude la pagina
Inside Over
24 Gennaio Gen 2018 24 gennaio 2018

La pagina Sinistra Cazzate e Libertà cancellata da Facebook. Gli amministratori: "La censura si scaglia su chi è politicamente scorretto"

La pagina Facebook chiusa, senza (ancora) un perché. Da ieri sera il social network più famoso del mondo ha fatto calare la sua scure su "Sinistra Cazzate Libertà" (SCL), un contenitore "prettamente satirico" che si diletta a sbeffeggiare il variopinto mondo della sinistra politica italiana.

Quasi 133 mila like a partire dal 2015, svaniti (per ora) in una sera. "Non ci è stato detto niente - spiega al Giornale.it Daniele Bellodi, uno dei tre admin e 'artisti' di Sinistra Cazzate Libertà - ci siamo semplicemente accorti che la pagina era sparita. Sappiamo che esistono alcuni gruppi Facebook in cui venivamo segnalati di continuo". Persone, insomma, che considerano offensive le foto satiriche di SCL e ne richiedono continuamente la chiusura. "Esiste un gruppo creato apposta", spiega Bellodi. Si chiama "Segnalazione post e commenti - polemizziamo honestamente": tra le informazioni generali gli amministratori spiegano di voler "segnalare post offensivi alla persona lesa" e tra gli indirizzi cui recapitare delazioni ci sono la mail di Matteo Renzi, Laura Boldrini, Elsa Fornero e del Partito Democratico. Solo coincidenze?

Chissà. Di certo i contenuti prodotti da SCL sono esilaranti e molti hanno fatto il giro del web. "Se gli immigrati ci pagheranno le pensioni - si legge in uno di questi - perché io devo pagare i contributi?". Non è chiaro ancora quale post abbia scatenato la ritorsione di Facebook (la richiesta di spiegazioni è rimasta ancora inevasa): "È da tempo - spiega Bellodi - che personaggi come Saverio Tommasi, la Lucarelli e la Boldrini fanno polemica riguardo certe pagine su Facebook, quindi eravamo accerchiati. Senza una spiegazione è difficile dire se siamo stati cancellati per un motivo in particolare o semplicemente perché siamo scomodi".

Scomodi, dunque. Eppure l'idea "era nata per scherzo", per prendere in giro il ragazzo dei black bloc diventato famoso per il suo "se non bruci la banca sei un coglione". "Da lì si è deciso di continuare a fare satira, in particolare di bersagliare i nostri avversari politici con ironia sulla loro incoerenza". Fate politica? "Hanno provato più volte alcuni fan o haters ad identificarci come 'politici'. Ma noi siamo una pagina satirica". Gli obiettivi preferiti sono "l'attuale sinistra e tutto ciò che le gira attorno", come la fobia della Russia. "Deridiamo la sinistra senza né arte né parte, quella che pure i veri rossi evitano come la peste. In altre parole quelli che ripetono a pappagallo l'argomento di moda di turno (no borders, più europa, lgbt...) e non si accorgono che il precariato e la povertà intorno a loro è aumentata, convinti che il vero nemico sia la destra". Non sono leghisti, né vicini ad un partito. "Siamo accomunati da alcuni ideali, quali il sovranismo (inteso come identità nazionale e sovranità monetaria) e l'euroscetticismo. Inoltre crediamo in alcuni valori, su tutti il rispetto delle nostre tradizioni e la salvaguardia della nostra cultura". Una satira "non di sinistra", insomma.

Ognuno, in fondo, scherza su quel che vuole. Charlie Hebdo prese in giro Maometto e sappiamo come è andata a finire. Gene Gnocchi ha rinominato Claretta Petacci un maiale eppure è sempre al suo posto (senza scusarsi e rivendicando il "diritto di fare satira"). Loro sì e voi no? "Niente di nuovo, fa proprio parte dell'ipocrisia che denunciamo. Se non sei in linea, sei il cattivo e ti fanno sentire tale. Non mi stupisce che anche i social si adeguino".

Negli ultimi giorni, nel marasma della lotta alle fake news, anche SCL è finita nel mirino dei censori. "Il lato comico è che noi non abbiamo mai diffuso notizie - conclude Bellodi -. Spesso abbiamo criticato il peso dato dai media alla legge Fiano e alle unioni civili rispetto ai veri problemi dell'Italia. La Rai allora ha preso un meme e lo ha mandato in onda titolando 'odio nei social', tacciandoci di neofascismo". Come se la satira fosse un vento capace di spirare solo da sinistra verso destra. E il resto becero populismo.

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