Pintér, pittore di storie (da Oscar) amico di Maigret

Pintér, pittore di storie (da Oscar) amico di Maigret
25 Gennaio Gen 2018 25 gennaio 2018

A Torino le opere dell'illustratore italo-ungherese che ha reinventato le copertine dei libri

Ferenc Pintér. Ecco l'uomo che ha reinventato la copertina italiana. Gli addetti ai lavori - scrittori, editori, artisti, lettori forti - mediamente lo adorano. I più, che non lo conoscono, riconoscono però al volo, appunto, le sue copertine. Inconfondibili.

Avete mai preso in mano un libro Mondadori di narrativa italiana o straniera, o un saggio, tascabili soprattutto, degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta? Bene. Quasi certamente la copertina la disegnò Ferenc Pintér. La collana «Segretissimo», i libri della serie del Commissario Maigret , i gialli di Agatha Christie, gli «Omnibus», e poi centinaia e centinaia di titoli negli Oscar ... La copertina dei libri, diceva, è piccola rispetto al manifesto, la sua prima passione. Ma abbastanza grande per farci cose bellissime. Lui, fra tempera e china, ne fece di magnifiche. «Ci sono scrittori che non accettavano in copertina nient'altro che un disegno di Pintér», ricorda oggi suo figlio Antonio.

Ferenc, come dice il nome, era ungherese, nato per puro caso, nel 1931, ad Alassio, ma cresciuto a Budapest (città del padre pittore, József Pintér, mentre la madre, Anna Antonazzi, era fiorentina). Dall'Ungheria se ne andò nel '56, per i noti fatti. Giovane e originale grafico e cartellonista in patria, in Italia diede il meglio di sé prima a Firenze, ramo campagne pubblicitarie per aziende, e poi a Milano, settore editoria, in particolare nelle tavole che realizzò per le copertine Mondadori, a partire dal 1960. Era così perfetto nel leggere i grandi autori del cui corrispettivo visivo dava forma e colore, da diventare a sua volta un classico, oggetto di collezionismo, di studi, di mostre. Come quella che il MEF, il museo Ettore Fico di Torino, gli decida oggi, a dieci anni dalla morte: Ferenc Pintér. L'illustratore perfetto (fino al 22 aprile, nello spazio MEF Outside, via Filippo Juvarra 13; a cura di Pietro Alligo e Andrea Busto). Espressionismo, allusione, Matisse e suspence. Ecco a voi - in una selezione di oltre 150 opere tra tavole a colori, schizzi in b/n, chine e layout - la proteiforme attività artistica del grafikus Ferenc Pintér. Dai manifesti realizzati in opposizione al regime sovietico negli anni '50 alle illustrazioni di tarocchi e fiabe, fino alle tempere per il Pinocchio cui stava lavorando, per la casa editrice Lo Scarabeo, quando morì, il 28 febbraio 2008. Che voglia di riprendere in mano un suo vecchio Pavese o una Grazia Deledda, un Fruttero&Lucentini, o un Jack Kerouac... Non per forza per leggerli. Così, per guardarli.

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