Udine, arriva il contaprofughi: migranti con il codice a barre

Udine, arriva il contaprofughi: migranti con il codice a barre
25 Gennaio Gen 2018 25 gennaio 2018

Il prefetto di Udine annuncia la sperimentazione di un sistema per verificare ingressi e uscite dei migranti dal centro

L'idea è venuta al prefetto di Udine. Ovvero quella di sperimentare un nuovo modo per controllare ingressi e uscite dai centri di accoglienza dei migranti: dotarli di un braccialetto con tanto di codice a barre, in modo da registrarne i movimenti.

A raccontare la vicenda è stata Camilla De Mori sul Gazzettino. Il conta profughi, infatti, dovrebbe essere inserito nel prossimo bando per la gestione dei migranti che il prefetto Vittorio Zappalorto dovrebbe emettere a breve. Il centro di accoglienza che farà da test è quello nella ex caserma Cavarzerani: chi vincerà il bando dovrà "avvalersi di un sistema di rilevazione elettronica delle presenze, in modo che non ci possano essere errori sull'entità dei migranti nella caserma".

L'idea non è così peregrina. Perché il codice a barre permetterebbe ai responsabili della struttura di sapere in tempo reale se un migrante è all'interno della struttura o se sta girovagando per Udine.

La proposta era stata formulata già un anno fa. Il costo di ogni braccialetto è irrisorio, meno di un euro. Anno scorso però il Viminale fermò l'iniziativa del prefetto di Udine, perché - come spiega lo stesso Zappalorto - "il ministero stava elaborando un altro sistema e non sapeva se il nostro modello avrebbe potuto essere implementato in tutta Italia". "La Croce rossa - spiega al Gazzettino il prefetto - ha già un sistema di rilevazione delle presenze informatizzato. Noi circa un anno fa avevamo lavorato con l'Università di Udine per mettere a punto un sistema ancor più sofisticato". Il sistema non poteva contenere dati biometrici, perché "il Garante non vuole che si utilizzino le impronte digitali o la scansione dell'iride". Per questo, spiega ancora il prefetto, "stavamo studiando un sistema che non utilizzasse dati biometrici. Il progetto dell'ateneo incrociava le presenze all'ingresso della Cavarzerani con un codice a barre che rilevava la presenza dei profughi attraverso il braccialetto di plastica che ciascuno di loro deve sempre tenere addosso". Un anno fa arrivò lo stop. Ora, forse, sarà possibile installare il contaprofughi.

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