Ecco le voci dei sommersi e dei salvati

Ecco le voci dei sommersi e dei salvati
27 Gennaio Gen 2018 28 giorni fa

Dai diari di chi era ad Auschwitz ai romanzi di chi riuscì a fuggire

Anche quest’anno arrivano in libreria un certo numero di titoli che possono aiutare a capire meglio cosa sia stato il sistema concentrazionario nazista e quale il suo infernale livello di violenza e come abbia preso forma l’antisemitismo che l’ha generato. In questo senso è particolarmente interessante il libro di Lia Levi: Questa sera è già domani (e/o). Si tratta di un romanzo ispirato a una storia vera: la vita di Luciano, marito di Lia. Fra angoscia e speranze, il libro descrive la lotta per sopravvivere di un giovane ebreo genovese attraverso un impervio cammino verso la Svizzera.

Più strettamente biografico Sei campi (tre60) di Zdenka Fantlová che ripercorre la storia di una delle ultime testimoni viventi della Shoah. Quando i tedeschi occupano la Boemia e la Moravia, nel marzo 1939, Zdenka ha 17 anni. Nonostante le discriminazioni che i nazisti impongono agli ebrei, cerca di vivere normalmente la sua vita, fino a quando il padre, arrestato per aver ascoltato la Bbc, viene deportato a Buchenwald. Lei invece viene deportata, insieme alla famiglia e al fidanzato Arno, a Terezín. Straziante anche il diario dell’ebreo olandese Jo Koopman, La notte di Auschwitz (EDB), scritto quasi in presa diretta tra il 1945 e il 1946, una testimonianza che restituisce la vita quotidiana nel campo di sterminio nazista. Carry Ulreich, invece, in Di notte sognavo la pace. Diario di guerra 1941-1945 (Longanesi) racconta la sua esperienza di ebrea nell’Olanda occupata. Si salvò grazie ad una famiglia cattolica che la nascose.

Tra i saggi storici va invece segnalato I bambini di Moshe (Einaudi) di Sergio Luzzatto. Parla dei giovanissimi ebrei d’Europa centrale e orientale sfuggiti allo sterminio nazista, che nel 1945 hanno incontrato Moshe Zeiri: il militante sionista che fondò a Selvino, nella Bergamasca, l’orfanotrofio più importante dell’Europa postbellica. Mimmo Franzinelli in Tortura (Mondadori) racconta la ferocia dell’occupazione nazista in Italia e le atroci violenze che accadevano anche fuori dai campi e non solo contro gli ebrei.

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