Germania, parlamentari di estrema destra esclusi dalla squadra di calcio del Bundestag

Germania, parlamentari di estrema destra esclusi dalla squadra di calcio del Bundestag
29 Gennaio Gen 2018 23 giorni fa

L'Afd fonda la sua squadra di calcio dopo l'esclusione di quattro deputati nazionalisti dal club ufficiale del Bundestag per il passato da ultras di uno di loro. I dirigenti del partito: "Contro di noi odio e discriminazione"

Mentre a Berlino la Cdu di Angela Merkel e l’Spd di Martin Schulz faticano ancora a trovare la quadra per la formazione del nuovo governo di Grosse Koalition, al Palazzo del Reichstag emergono le prime tensioni tra i deputati eletti lo scorso settembre. E in questo esordio di legislatura una cosa appare già chiara: tra i rappresentanti dei partiti tradizionali e quelli dell’Alternative für Deutschland non ci può essere alcun dialogo. Neppure sul campo da calcio. È proprio questo il primo terreno di scontro con l’ultradestra dell’Afd.

La squadra di calcio del Bundestag, infatti, si è rifiutata di accogliere nella sua rosa quattro parlamentari dell’Afd, che si erano iscritti al club calcistico riservato ai membri del parlamento. In tutto sette deputati del partito di Alexander Gauland avevano chiesto di vestire la maglia del team, ma solo in tre sono stati “convocati”. Tra quelli costretti a restare in panchina c’è il deputato Sebastian Münzenmaier, capolista del partito euroscettico nel Land della Renania-Palatinato alle scorse elezioni, escluso per il suo passato da ultras del Kaiserslautern. Ad ottobre Münzenmaier è stato condannato a sei mesi e al pagamento di una multa di 10mila euro per aver partecipato ad un assalto dei tifosi dell’FCK contro i rivali del Mainz nel 2012. In realtà, precisa la stampa locale, l’esponente dell’Afd non avrebbe partecipato direttamente agli scontri ma sarebbe stato a conoscenza dell’attacco e l’avrebbe “approvato”. Un comportamento giudicato inammissibile dalla gran parte dei deputati che siedono nella camera bassa del Parlamento tedesco, presieduta dall’ex ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, e che gli è costato l’esclusione dal gruppo.

Il deputato dell’Afd, però, ha presentato ricorso e assieme ai suoi compagni di partito ha deciso di fondare un’altra squadra. L’annuncio è stato dato da uno dei dirigenti del partito, Hans-Jörg Müller, che ha accusato il club parlamentare aperto ai membri di tutti i partiti politici rappresentati nel Bundestag di aver discriminato i giocatori dell’Afd. Il nuovo team si chiamerà “Alternativa all’FC Bundestag” e, assicura Müller al settimanale tedesco Der Spiegel, non senza una vena polemica, “sarà aperto a tutti e affronterà avversari di ogni nazionalità, colore della pelle e religione, con uno spirito sportivo tollerante, contro l'odio e la discriminazione che abbiamo conosciuto nel club originale". La frattura tra i partiti tradizionali e la formazione nazionalista ed euroscettica, che rappresenta ormai la terza forza politica del Paese, insomma, sembra insanabile. E in questo scontro senza esclusione di colpi non c’è spazio neppure per il terzo tempo.

Alle elezioni dello scorso 24 settembre l’Afd ha ottenuto oltre il 12% dei voti e 92 seggi in parlamento. Nelle scorse settimane i nazionalisti anti-immigrazione e anti-Islam hanno ottenuto la presidenza dell’importante commissione Bilancio, tradizionalmente riservata al più importante partito di opposizione. Saranno guidate dall'Afd anche la Commissione Legale, quella per la Protezione dei Consumatori e quella sul Turismo.

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