Chiude l'ultimo cinema porno a Parigi: colpa del web

Chiude l'ultimo cinema porno a Parigi: colpa del web
31 Gennaio Gen 2018 31 gennaio 2018

La pornografia sul web ammazza il ben più tradizionale cinema: chiude l'ultima sala per adulti presente a Parigi

Presto chiuderà i battenti quello che, al momento, è considerato l'ultimo cinema porno della città di Parigi. Situato nel quartiere di Grands Boulevards, luogo di divertimento e festa, l'esercizio abbasserà la saracinesca a fine febbraio, mettendo fine a una lunga e gloriosa epoca. A sancire il tempo dell'addio è stata la rete e la facile fruizione garantita dal web, che può offrire molti contenuti pornografici gratuiti e d'accesso in piena privacy. Le Beverley è l'ultimo cinema a tripla X ancora in funzione: presto saluterà per sempre la sua affezionata clientela.

Il gestore, il settantaquattrenne ormai in pensione Maurice Laroche, proietta ancora qualcuna delle 150 pellicole a tema in dotazione del cinema. Un lavoro affrontato sempre con entusiasmo e passione, in un'epoca dove cinema e sesso erano un binomio solido: la città di Parigi negli anni '70 poteva contare su quarantaquattro sale, aperte grazie all'autorizzazione entrata in vigore nel 1975. Ridotti a una ventina negli anni ottanta, sono poi lentamente diminuiti, fino alla lunga e lenta estinzione causata dall'arrivo del porno gratuito in rete. Le Beverley ha sempre potuto contare su una clientela varia e affezionata, composta da anziani, giovani e coppie che ,con un solo biglietto, poteva assistere a una proiezione oppure passare un intero pomeriggio nella struttura.

Ancora oggi locandine e arredi sono gli stessi degli anni '70, un gusto vintage e nostalgicamente rassicurante, che ha reso il cinema un luogo quasi di culto. La notizia della chiusura di questo posto storico ha scosso l'intera cittadinanza e un lento pellegrinaggio di curiosi in questi giorni si sta avvicendando presso la struttura.

Le Beverley, dernier cinéma "X" de Paris, va fermer https://t.co/4TFRWGbb7c pic.twitter.com/7pnzPuZ8jt

— Paris Dépêches (@Paris_Depeches) 16 dicembre 2017

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