Belpietro in blu verso il voto, stile Annunziata

Belpietro in blu verso il voto, stile Annunziata
4 Febbraio Feb 2018 04 febbraio 2018

C'era una volta Tribuna politica, un programma che ha fatto storia nella vecchia tv del monopolio ancora in bianco e nero. In prossimità delle elezioni si stava in religioso silenzio davanti all'apparecchio per volere del babbo, elettore di sinistra, innamorato di Enrico Berlinguer, pur ammettendo che a livello di eloquio e carisma Giorgio Almirante era il migliore. Quanto ai conduttori, pezzi da museo come Jader Jacobelli e Ugo Zatterin svolgevano il pacato ruolo del moderatore equidistante.

A vederle oggi, le trasmissioni politiche hanno cambiato radicalmente marcia, più simili ai talk show, con frequenti inserti filmati, interviste, inchieste, cartelli esplicativi. Le due ore di un tempo si sono ridotte ad appena mezz'ora, fondamentale mantenere il ritmo, toccare temi di pubblico dominio per raggiungere la pancia degli indecisi, mutuare il sistema comunicativo più da Striscia la Notizia che da Porta a porta. Quanto al conduttore, la neutralità non solo non è garantita, ma anzi è sconsigliata perché ogni anchor man ha i suoi fan che in fondo sono più attratti da lui che dai politici di turno. Soprattutto se si sta parlando di questi. In principio fu Lucia Annunziata con la sua cattiveria e impertinenza, un modello che piace a Maurizio Belpietro che da lunedì a venerdì su Rete 4 ci sta raccontando le settimane di campagna elettorale in Dalla vostra parte. Verso il voto.

Ho seguito la puntata di lunedì 29 gennaio, ospiti Gianluigi Paragone (M5S) e Stefano Esposito (Pd) stuzzicati dal nostro vicedirettore Nicola Porro. Premesso che non voterei né l'uno né l'altro, non per ideologia o convinzione, ma a causa del loro scarso appeal, l'aspirante classe dirigente post 4 marzo - che di nuovo non ha niente, sottolinea Porro - esprime noia e grigiore. L'ex direttore della Padania si presenta in cravatta verde - il primo amore leghista non si scorda mai - esprime concetti ragionevoli, in parte condivisibili, al punto che ti chiedi cosa ci faccia con Di Maio: ambizione personale? Voglia di cambiar mestiere? Ai giornalisti che si mettono in politica ha sempre detto male, eppure lui non se ne cura. Quanto a Esposito, esponente di spicco del Pd torinese, è lo specchio della noia dell'immarcescibile classe dirigente piddina, in corsa per la terza legislatura, di un partito senz'anima, che ha perso per strada la propria identità di sinistra, smarritasi nei meandri di governi anonimi da vecchi democristiani. Meno male che Porro c'è (non lo dico per piaggeria né per simpatia) a partire dal suo maglione blu dolcevita dall'effetto Strehler, un particolare che segna l'evidente differenza tra chi è candidato e chi, libero per definizione, non lo sarà mai.

Blu, il colore più elegante su un uomo, è scelto anche da Belpietro ed esaltato dai capelli bianchi perfettamente tagliati. Mezz'ora passa in fretta e non ci si annoia. Però poi ho sognato Marco Pannella, Bettino Craxi e Giulio Andreotti. Quanto mi manca la Prima Repubblica.

Commenti

Commenta anche tu