Macerata, le tesi complottiste: "L'uomo che impugna l'arma e quella manica..."

Macerata, le tesi complottiste: L'uomo che impugna l'arma e quella manica...
6 Febbraio Feb 2018 06 febbraio 2018

I dubbi sullla presenza di un complice di Luca Traini. E sulla sparatoria di Macerata: "L'arma impugnata da una persona con maniche lunghe"

Dietro ogni fatto di cronaca si nasconde un compottista. Più o meno abile nel collegare dettagli, foto, dichiarazioni e trarne una teoria fantasiosa ma in qualche modo plausibile. Almeno per altri complottisti che la leggeono (e apprezzano). I fatti di Macerata non potevano non risvegliare la fantasia dei sospettosi di professioni. Non è un mistero, infatti, che la follia di Luca Traini abbia in qualche modo danneggiato la Lega Nord di Matteo Salvini che da anni il chiodo dell'immigrazione e che aveva candidato (sebbene in un piccolo comune) il pistolero di Macerata. E così alcuni pensano che dietro il gesto di Traini ci sia in realtà un piano segreto e nascosto, manovrato da chissà chi, per colpire la corsa elettorale della Lega Nord. "Ricordatevi sempre che siamo in Italia, il Paese dei segreti, il Paese in cui metà della storia recente è sottoposta a segreto di Stato - scrive Paolo P. su Facebook - A me qualche dubbio viene".

I primi dubbi dei complottisti riguardano la pistola Glock, secondo alcuni "in dotazione solo a polizie straniere o servizi segreti". Non è vero, spiega il Tempo, basta avere i requisiti giusti per comprarla. Su Imola Oggi, invece, viene analizzato il video della sparatoria di Macerata: "Nei due video che vi mostriamo - si legge - si vede chiaramente il braccio dell' uomo che impugna l'arma, vestito con un indumento scuro a maniche lunghe. Nei vari momenti della sparatoria dall' auto in corsa, degna del miglior tiratore scelto, sono state mirate e colpite, in punti non vitali, 6 persone, tutte di colore. Quattro dei feriti sono già stati dimessi". Insomma: un tiratore scelto, un agente segreto, un poliziotto straniero. Suggestione (falsa) alimentata dal fatto che quando viene arrestato Luca Traini ha una maglietta addosso a maniche corte e non il fantomatico "indumento scuro a maniche lunghe" che si vedrebbe nelle riprese video.

Il terzo dubbio riguarda un possibile complice che avrebbe, secondo i complottisti, aiutato Luca Traini nella sua caccia all'immigrato. "Di fronte a queste considerazioni - scrive Armando Mannocchia - gli imbecilli sono soliti parlare di complottismo. Respingiamo aprioristicamente al mittente tali eventuali accuse. Lungi da noi l’idea di fare i complottisti! Semplicemente esercitiamo il sacrosanto diritto di avere dei dubbi, osservando le immagini e i fatti, inseriti nel contesto in cui avvengono. Per questa ragione, non possiamo fare a meno di chiederci: “cui prodest?”, dal momento che i soliti media stanno condizionando le persone piu’ influenzabili scrivendo che a casa di Luca Traini hanno trovato una copia del Mein Kampf. Ne approfittiamo per ricordare che, nella lussuosa mansarda da 700 euro al mese del pregiudicato nigeriano, non sono stati trovati libri, ma mannaie insanguinate e pezzi di carne della povera Pamela".

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