Credit Suisse prima vittima della paura

Credit Suisse prima vittima della paura
7 Febbraio Feb 2018 16 giorni fa

Persa scommessa contro il Vix: in fumo 480 milioni

Alla fine, Credit Suisse ci ha rimesso 480 milioni di dollari e ha perso la sua scommessa. Quella contro la paura sui mercati, plasticamente rappresentata dall'indice Vix che ne misura la volatilità. Se troppo alta, non è mai nulla di buono. Anzi.

Per tutto il 2017 il Vix era però rimasto accucciato. Dormiente. Quasi dimenticato. Logico, con Wall Street che inanellava un record dopo l'altro. Così, l'istituto elvetico ha pensato bene di creare il fondo XIV ETN per «shortare» il Vix. In pratica, uno strumento ad hoc per puntare contro la risalita del cosiddetto indice della paura. Più quest'ultimo calava, più il valore delle quote saliva. Per parecchi mesi, così è andata. Una puntata vincente, da guadagni d'oro.

Poi, però, la situazione ha cominciato a prendere una brutta piega. Soprattutto nell'ultimo mese, quando il fear index è balzato di oltre il 300%, per dare quindi un ulteriore strappo lunedì fino a sfiorare quota 40 punti, con un salto in poche ore del 115% in concomitanza col tonfo record di oltre mille punti della Borsa americana. Ieri, col Vix sopra quota 50, è arrivato il colpo di grazia: il fondo verrà chiuso. Capolinea.

Un epilogo già scritto, in quanto è proprio lo stesso prospetto a stabilire la liquidazione del prodotto se la perdita, a livello giornaliero, supera l'80%. È appunto ciò che è successo. Le partecipazioni del XIV ETN verranno azzerate: la mossa manda in fumo in un istante 1,5 miliardi di dollari. Stando agli ultimi dati resi noti, Credit Suisse deteneva 4,79 milioni di unità, per un valore superiore ai 550 milioni di dollari, in corrispondenza di un valore del fondo che alla fine della sessione di lunedì era pari a 115,55 dollari.

Con il collasso delle quotazioni, l'istituto ha visto appunto evaporare in appena poche ore 480 milioni di dollari, in corrispondenza delle vendite che hanno portato il valore dell'Etn a scivolare nelle contrattazioni dell'afterhour Usa e nel mercato europeo ad appena 15,43 dollari, rispetto ai 99 dollari a cui aveva terminato la sessione della vigilia, a Wall Street. Non sempre il rischio paga.

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