Autoerotismo killer: sempre più morti per il piacere solitario

Autoerotismo killer: sempre più morti per il piacere solitario
8 Febbraio Feb 2018 16 giorni fa

Il piacere solitario miete sempre più vittime: sono preoccupanti i dati relativi ai decessi durante l'autoerotismo, delle morti inspiegabili che colpiscono soprattutto gli uomini

Un trend molto preoccupante, quello che coinvolge una pratica tanto diffusa quanto l'autoerotismo, con un aumento impotante di decessi tra chi opta per il sesso solitario. A sottolinearlo è Harald Voss, medico forense brandeburghese, esperto di morti improvvise legate alla masturbazione estrema. Secondo il ricercatore, le stime evidenzierebbero un centianio di morti all'anno solo in Germania, con una percentuale di circa due persone su uno o due milioni di abitanti. La maggior parte delle vittime è di sesso maschile, perché più propense a scelte anomale in fatto di piacere solitario, come ha rivelato il medico durante un'intervista alla testata Bild. La voglia di sperimentare pratiche forti come legacci, scosse elettriche, catene e sacchetti sul capo, condurrebbe le vittime a una morte veloce e inconsapevole.

L'asfissia è indicata come la prima causa di decesso e conseguenza diretta di questa pratica solitaria: in molti tenterebbero di compromettere la respirazione con legacci e corde, per diminuire i livelli d'ossigeno nel sangue e incentivare euforia e orgasmo. Una pratica pericolosa, spesso letale, le cui conseguenze sarebbero sottovalutate dagli uomini: oltre al calo d'ossigeno, che potrebbe determinare stati di incoscienza, il rischio è quello di rimanere strangolati dalle stesse corde usate per la masturbazione. Il fenomeno interesserebbe inoltre ogni fascia di età, dai giovani agli anziani.

In trent'anni di carriera il medico ha potuto osservare e analizzare dal vivo solo pochi casi, poiché moltissimi decessi legati all'autoerotismo non vengono dichiarati dai parenti. Non capita di rado che i familiari, mossi da vergogna e stupore, compromettano la scena prima dell'arrivo delle autorità, mentre la polizia, davanti a un corpo nudo e del materiale pornografico, tenderebbe a chiudere il caso come morte accidentale. L'esperto ha voluto quindi lanciare un monito: basta una compressione di soli trenta secondi delle arterie carotidee non solo per provocare danni irreversibili al cervello, ma anche per condurre verso la morte.

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