Foibe, mostra choc a Orvieto col patrocinio del Comune Pd

Foibe, mostra choc a Orvieto col patrocinio del Comune Pd
8 Febbraio Feb 2018 08 febbraio 2018

Rassegna fotografica sui crimini fascisti in Jugoslavia "con il patrocinio del Comune" (a guida Pd) e presidio antifascista nel giorno del ricordo delle foibe

Altro che Giorno del Ricordo. Altro che foibe. Altto che esuli dell'Istria e della Dalmazia. C'è il bollino del Comune di Orvieto, e del Pd cui il primo cittadino Giuseppe Germani appartiene, sulla mostra fotografica già in scena nella bella cittadina umbra. Un "presidio antifascista" con la presunzione di essere un "approfondimento storico" ma che nasconde il desiderio di oscurare la memoria di chi è stato costretto a lasciare la sua terra alla fine della guerra.

"Testa per dente", s'intitola la rassegna fotografica realizzata da Cobas, dall'Associazione “Centro di Documentazione Popolare” di Orvieto e da una serie di realtà locali tra cui il Comitato Cittadino Antifascista. Sottotitolo: "Crimini fascisti in Jugoslavia dal 1941 al 1945”. Le date coincidono con la ricorrenza del Giorno del Ricordo, dal 7 all'11 febbraio. Poi il giorno 10 gli antifascisti umbri s'incontreranno per un presidio per manifestare chissà cosa.

Il ritornello è sempre lo stesso: "Io ricordo tutto". Una frase che nell'immaginario antifa significa che la commemorazione del 10 febbraio è un ricordo di parte, indegno di essere celebrato. E forse è davvero così: è un ricordo di parte. Nel senso che per quanto tempo sia passato dall'orrore delle foibe, c'è ancora chi (a sinistra) nega la brutalità della pulizia etnica ai danni degli italiani. Oppure fa di tutto per trasformala in una legittima reazione dei titini alla presenza italiana in Istria e Dalmazia.

E allora, dopo 14 anni dall'istituzione di questa solennità civile in onore degli esuli, viene da chiedersi: perché bisogna ancora confondere i due piani? Certo in Jugoslavia il fascismo in guerra non è stato leggero ("Testa per dente" richiama la circolare N.3C sulle rappresaglie del generale Mario Roatta ai danni dei partigiani titini), ma che c'entrano gli italiani che hanno avuto la sola sfortuna di nascere a Pola? Perché mescolare le carte e regalare il patrocinio comunale ad una mostra che punta la luce sui crimini fascisti e dimentica i massacri degli inghiottitoi carsici? Cosa sarebbe successo se una giunta di centrodestra nella giornata della memoria avesse patrocinato un incontro storico di negazionisti?

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