Macerata, polemica sul divieto ai cortei. E la polizia carica corteo Fn

Macerata, polemica sul divieto ai cortei. E la polizia carica corteo Fn
8 Febbraio Feb 2018 08 febbraio 2018

L'Anpi rinuncia alla manifestazione. I centri sociali e le destre confermano. Minniti: "Ci penserà il Viminale a ferarle". E LeU attacca il ministro

Sale la tensione a Macerata. Dopo la morte di Pamela Mastropietro, dopo il ritrovamento del suo cadavere spezzettato in una valigia e l'arresto di Innocent Oseghale, dopo il folle raid di Luca Traini, ora la cittadina delle Marche è divisa a metà. Per questo fine settimana erano stati annunciati cortei contrapposti, Forza Nuova e CasaPound contro l'immigrazione da una parte e il variegato universo delle sinistre dall'altro. Il sindaco Romano Carancini aveva chiesto con un appello a tutte le parti di annullare i propri cortei per evitare "di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze, che non vogliamo". E se Anpi, Arci e Liberi e Uguali hanno deciso di desistere, le destre non si scompongono e vanno avanti. Così come la galassia antagonista.

Cariche della polizia contro i manifestanti di Forza Nuova

Alta tensione già stasera al corteo organizzato da Forza Nuova tra le vie di Macerata: circa 40 manifestanti guidati da Roberto Fiore hanno cercato di entrare in piazza della Libertà, ma sono stati respinti dalla polizia che li ha caricati. Negli scontri ci sarebbero almeno 6 feriti. Alcuni attivisti sono stati portati in questura.

I centri sociali ci saranno

“Il divieto è inaccettabile - ha scritto il Movimento delle Marche - L’equiparazione fascismo e antifascismo, razzismo e antirazzismo è inaccettabile”. Per questo ribadiscono "con fermezza" che andarnno "comunque in piazza per ripristinare l’agibilità democratica e riaffermare quanto sarà scritto nello striscione di apertura del corteo ‘Movimenti contro ogni fascismo ogni razzismo’". Si accodano anche altre sigle, compresi alcuni circoli Anpi, ma anche i simpatizzanti di Potere al Popolo, i 'Movimenti contro ogni fascismo e razzismo" e Amnesty International. "Saremo a Macerata, sabato 10 - spiega Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza Rete della Conoscenza - insieme a tanti e tante da tutta Italia".

L'Anpi diviso

Anche sulla pagina Facebook di "Amici Anpi" si conferma la presenza alla manifestazione di sabato. "Apprendiamo dell’annuncio della sospensione della partecipazione alla manifestazione nazionale di sabato da parte delle Segreterie e delle Presidenze Nazionali ANPI, ARCI, CGIL e LIBERA - si legge nel post - Una decisione maturata a seguito del “tardivo invito del Sindaco di Macerata a fermare tutte le manifestazioni". Per gli "Amici Anpi" nessuno "può sospendere una manifestazione che in pochissimi giorni ha ricevuto appelli, adesioni ed inviti alla partecipazione da tante realtà sociali e singoli cittadini, a livello locale, come a livello nazionale. Per questa ragione confermiamo la manifestazione nazionale contro il fascismo e il razzismo di sabato 10 febbraio".

Le parole di Minniti

A scatenare l'ira dei centri sociali è stata la decisione del ministero dell'Interno (smentita però dal Pd) di non dare l'autorizzazione a nessuno a manifestare. Scelta contestata anche da Liberi e Uguali, che ha deciso di scrivere una lettera al ministro Marco Minniti e al premier Paolo Gentiloni. Nella missiva Pippo Civati, Nicola Frattianni e Roberto Speranza rivendicavano il fatto che "Fascismo e Antifascismo non sono in nessun modo paragonabili" e attaccano il governo sostenendo che "la scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa". Pronta la replica del Pd, per voce di Irene Manzi: "Il governo non ha vietato alcuna manifestazione - ha detto - che è stata sospesa per volontà degli organizzatori".

In realtà, di fronte alla presa di posizione dei partiti di destra e degli antagonisti, oggi Minniti ha ringraziato l'Anpi per aver rinunciato alla manifestazione ma ha precisato che "se le forze politiche si rifiuteranno di rinviare le manifestazioni, ci penserà il Viminale a vietarle”. Pugno duro, dunque. Una posizione che potrebbe infiammare ancora di più le due piazze di una città che si trova divisa a metà da un solco segnato dalla morte di Pamela e dalla follia di Luca Traini. Con Forza Nuova che promette: "Se il nigeriano sarà scarcerato, sarà rivolta".

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