Sei personaggi per un'Olimpiade. E un'Italia che può fare boom

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9 Febbraio Feb 2018 09 febbraio 2018

Dal grande austriaco re di coppe alle azzurre dello sci alpino, dallo sprinter del fondo ai ragazzi della tavola volante: ecco su chi puntare da oggi in Corea

Eccomi pronta per la mia undicesima Olimpiade invernale. Dal 1980 non ne manco una, due le ho fatte da atleta e poi, trent'anni fa, sono arrivata piena di entusiasmo per la mia prima volta da giornalista a Calgary. Stavolta il volo da Roma ha puntato verso oriente, atterraggio a Seul, dove i Giochi erano già arrivati proprio nell'88, ma in versione estiva. Sono già preparata ad affrontare il freddo (meno 20° la media degli ultimi giorni sulle piste) e le distanze che ogni giorno toccherà percorrere in bus strapieni per arrivare sui luoghi di gara. La passione e la curiosità sono quelle di sempre e allora, mentre aspetto il mio turno ai controlli per entrare alla cerimonia di apertura, do un'occhiata al programma di quesrti Giochi e mi appunto gli eventi che non potrò perdermi.

Superman e il tabù di un oro mai visto

Marcel Hirscher è da sette stagioni il numero uno dello sci, questa coreana sarà la sua terza, e forse ultima, Olimpiade, l'occasione per prendersi quello che ancora gli manca e cioè l'oro a cinque cerchi. In gigante e slalom sarà il favoritissimo e questa, in uno sport infido come lo sci, non è una bella cosa. Da mesi, anzi da anni, lui va dicendo che il titolo in Corea non cambierà il valore della sua carriera e men che meno la sua vita. Ha perfettamente ragione, ma l'austriaco le proverà tutte per evitare di perdere, come fece a Sochi 4 anni fa in slalom, fu argento, e soprattutto in gigante, medaglia di legno. L'appuntamento con la medaglia d'oro per lui sarà domenica 18 (gigante) e giovedì 22 (slalom), dovesse andargli male potrà sempre rifarsi con la gara a squadre che chiuderà il programma dello sci sabato 24. Ma stare lassù da soli anziché in gruppo è tutta un'altra cosa e Marcel si merita di provare questa gioia.

Dalle stampelle allo snowboard da sogno

Quattro anni fa rientrarono da Sochi in stampelle, le ginocchia distrutte dopo cadute rovinose. Per questo, anche per questo, Michela Moioli e Omar Visintin tornano ai Giochi senza nessuna voglia di giocare, ma solo una gran motivazione a vincere. In questi ultimi anni sono stati sempre con i migliori, lei soprattutto non la smette più di vincere e arriva in Corea con il morale a mille. Venerdì 16 febbraio Michi e Omar saranno fra gli atleti da battere in quella lotta feroce che è lo snowboard cross, dove contano sì la tecnica, il fisico e la scorrevolezza, ma dove la tattica e la determinazione possono fare la differenza. Ripensando a quelle stampelle si caricheranno ancora di più.

Il Pirlo delle nevi punta sul tandem

Come quasi tutti i fondisti, Federico Pellegrino ha una profondità di vedute e di pensieri che pochi altri sciatori possono vantare. Parlare con lui è sempre un’esperienza che lascia qualcosa dentro, vederlo gareggiare è ancora meglio, perché davvero pochi sono gli atleti con la sua intelligenza tattica. Il Pirlo delle nevi in mezzo ai giganti nordici fa quasi pena, piccoletto com’è. Con i suoi ricciolini e lo sguardo dolce sembra un bimbo al parco giochi, ma mettetegli addosso un pettorale e davanti una pista dove spingere e pattinare sugli sci stretti e lo vedrete trasformarsi. A Sochi crollò nelle fasi finali della sua gara sprint per esaurimento benzina (una consolazione in mezzo ad atleti che in certi momenti invece sembrano avere serbatoi inesauribili), stavolta siamo certi che non succederà, perché da quel giorno il valdostano ha vissuto con un solo grande obiettivo: prendersi l’oro olimpico a PyeongChang 2018. Eccoci, è giunta l’ora e le sue possibilità saranno tre: la più favorevole dovrebbe essere la gara sprint a coppie in tecnica libera (con lui ci sarà Didi Noeckler), la sua specialità a differenza di quella classica con cui si correrà l’individuale dove Klaebo sembra imbattibile, ma dove il podio è senz’altro alla portata. Appuntamenti imperdibili alla pista di fondo martedì 13 e mercoledì 21 febbraio.

Tra i podi stravolti e il tifo di mamma

Per finire, ho un grande desiderio, che credo sia comune a tutti gli atleti puliti e a chi li segue e vive con loro le emozioni olimpiche. E’ che questi Giochi coreani regalino classifiche definitive, sicure, che le foto dei podi siano quelle che resteranno nella storia, perché chi in quelle foto sorriderà sarà stato leale e non avrà rubato sporcando il suo sangue di schifezze. PS: ho volutamente omesso le gare femminili dello sci alpino, dove le nostre Goggia, Brignone & Co. meriterebbero davvero di tornare su un podio che alle azzurre manca dal 2002. Da lunedì 12, gigante, a venerdì 23, combinata, sarò lì a fremere e a tifare, ma al solo pensiero il cuore di mamma comincia a battere e non la smette più. Quei giorni più che un piacere sarà per me un grande stress.

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