«Single cask» e cachaça da non perdere

9 Febbraio Feb 2018 09 febbraio 2018

Ottimo il Port Mourant della casa. Plantation sperimenta. E che cocktail...

Il boom del whisky ha rivoluzionato il mondo del rum, facendo emergere soprattutto il fenomeno dei «single cask», ovvero distillati da un'unica botte, che quest'anno al Festival spadroneggiano. Da non perdere i due imbottigliamenti del team di casa, ovvero il Port Mourant 12 anni e il Diamond 15 anni Bar Metro & Milano Rum festival: entrambi dalla Guyana, uno «heavy» in stile inglese, l'altro un blended più ammiccante. Sempre tra i single cask menzione speciale per la novità Engenho Novo Rum Nation, un «Rare rum» agricolo direttamente dall'isola portoghese di Madeira.

Per restare in angoli del globo più inconsueti dei classici Caraibi, meritano una citazione l'ugandese Matugga, lo Dzama dal Madagascar (notevole il Vieux Millesimé '98) e il Santa Maria, addirittura dal Giappone.

Intendiamoci, è comunque nella fascia centroamericana che si pesca la gran parte dei rum di qualità. I Caroni di Trinidad al momento sono forse i più rinomati in circolazione, con il loro caratteristico sentore di diesel (!), ma gioie le regalano anche marchi come Plantation, che - sotto la guida francese - va in cerca di barili in tutta l'area. Oltre a un magnifico Plantation n.2 Guyana (18 anni), da non perdere anche il Plantation Multi Island, con rum da Guyana, Barbados, Trinidad e Jamaica invecchiato in barili che precedentemente avevano contenuto whisky Arran torbato.

Meno rivoluzionari ma granitici nella loro qualità il lussuoso Diplomatico Ambassador dal Venezuela e il colombiano Dictador XO, con il suo packaging molto trendy. Tra gli agricoles francesi da tenere d'occhio i vintage di Damoiseau e il Trois Rivières (ottimo anche bianco).

Ultimo consiglio: non dimenticate la cachaça. Versione brasiliana del distillato di canna da zucchero, può dare grandi soddisfazioni. La Magnifica invecchiata solera non ha nulla da invidiare a certi rhum agricoles, mentre la Canario è l'unica al mondo distillata con doppio alambicco pot still. Originale invece Capucana, in cui parte dello spirito invecchia in barili ex whisky torbato di Islay.

Piccola dritta ulteriore: un cocktail fatto dai ragazzi del Casa Mia va provato per forza. I più arditi possono provare l'Harlem Negroni, i tradizionalisti non si pentiranno di Caipirinha e Mojito.

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