Sisma, lo scandalo dei ritardi: ​casette pronte mai consegnate

Sisma, lo scandalo dei ritardi: ​casette pronte mai consegnate
9 Febbraio Feb 2018 09 febbraio 2018

Renzi promise: Sae pronte entro l’estate. Ma a un anno dal sisma a Camerino neppure una struttura è stata assegnata

A Camerino, un anno dopo il sisma, le casette per i terremotati sarebbero pronte. La società incaricata di costruirle, il Consorzio Arcale, ne ha consegnate 118 al sindaco Gianluca Pasqui (su un totale di 311 richieste). Solo che fino ad oggi nessuno sfollato è riuscito ad ottenerne le chiavi. Zero spaccato. Le fantasmagoriche promesse dell’allora governo Renzi (“casette pronte entro l’estate 2017”) si sono scontrate, almeno in questo paese di seimila anime nelle Marche, con la realtà della burocrazia, con i tempi degli appalti, con una conformazione geologica svantaggiosa. “Non voglio far polemica”, dice al Giornale.it Pasqui. Eppure la gestione dell’emergenza affidata a Regioni e commissari del governo (Vasco Errani prima, Paola De Micheli poi) ha dimostrato tutti i suoi limiti.

Camerino “vanta” 248mila metri cubi di zona rossa. “La più grande del cratere”, spiega Pasqui che si trova costretto a gestire una città distrutta e un’Università da preservare. Alcuni vorrebbero accusare la Giunta delle proroghe delle costruzioni, ma per trovare un responsabile bisogna risalire la catena dell’emergenza. Delle 12 aree Sae (Soluzioni abitative d'emergenza) approvate dai tecnici regionali, nessuna è ancora conclusa nonostante i crono-programmi approvati ormai diversi mesi fa. A Le Cortine, per fare un esempio, i lavori sarebbero dovuti finire tra il 31 dicembre 2017 e il 21 gennaio 2018. Un mese dopo gli assegnatari continuano ad aspettare (e sperare). A rimandare l'inaugurazione sono le opere di urbanizzazione: “I poteri del Comune terminano con l’approvazione del layout e io l’ho fatto entro i tempi”, si difende il sindaco. “Prima di ordinare le Sae abbiamo dovuto fare circa 5mila sopralluoghi per evitare gli sprechi”. Ora le prime casette ci sarebbero ma “non le posso consegnare” perché le aziende incaricate dalla Regione (a guida Pd) sono in ritardo cosmico.

In un recente incontro istituzionale il governatore Luca Ceriscioli ha promesso un nuovo crono-programma a fronte dei problemi non preventivabili sorti in fase di progettazione. Bene, succede. Ma è altrettanto vero che, come spiega Pasqui, “a Sant’Erasmo i lavori sarebbero dovuti partire il 7 novembre e sono iniziati solo due settimane fa”. In fondo il Rup (Responsabile Unico del Procedimento) è disegnato dalla Regione ed è l’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica (Erap) ad emettere i bandi. Peraltro salatissimi. Per l’urbanizzazione del solo lotto 1 (zona ovest) dell’area di Le Cortine la ditta assegnataria si è assicurata un prezzo di aggiudicazione da 1,9 milioni euro per 43 Sae. Per il lotto 3 (zona Est) invece sono stati stanziati 2,1 milioni per 60 fabbricati in legno e per il lotto 2 (zona centro) ben 2,2 milioni. E qui nasce un giallo: il Comune ne ha ordinate solo 29, ma il l'esito della gara dell'Erap parla di "opere di fondazione" per "il posizionamento di n. 98 casette". Mistero. Poi ci sono i 443mila euro di Piegusciano, i 444mila di Meregnano San Savino, i 383mila di Morro, i 391mila di Rocca Varano, i 2,5 milioni di Vallicelle, i 3,3 milioni di San Paolo, i 501mila di Sant’Erasmo e i 492mila di Arcofiato. Tanti soldi (oltre 10 milioni solo di appalti), per altrettanti ritardi.

Certo, il sindaco avrebbe potuto indicare le zone pianeggianti vicino Camerino invece delle impervie colline. “I costi così sono schizzati”, attacca il consigliere comunale Marco Fanelli. "Le terre le abbiamo indicate noi - ammette Pasqui - ma a validarle sono stati i tecnici della regione. Se avessi voluto scendere a valle avrei spostato la comunità dalla sua città. Non ci sarebbe più stata Camerino per i prossimi 20 anni”.

Collina o pianura, in molti in fondo si chiedono se questo possa giustificare fino a 4 mesi di lungaggini. Ma tant'è. Secondo l'ultimo schema fornito dal Comune, nell’area San Paolo i lavori dovrebbero finire il 19 maggio (ma era previsto per il 18 febbraio); a Le Cortine (consegna stimata entro gennaio) non saranno conclusi se non tra fine marzo e fine aprile, eppure 87 casette sono già pronte. Alle Vallicelle allacci e finiture delle prime 19 Sae (già costruite con tanto di porte e finestre) vedranno la luce a fine febbraio, per altre cinque ci sarà da attendere fino a marzo e per le ultime dieci il 30 maggio (sarebbero dovute arrivare a metà gennaio). Nelle frazioni la situazione è più complessa e ad Arcofiato nessuno degli 8 assegnatari entrerà prima del 30 giugno. Gli altri, tra Rocca Varano, Mergnano, Piegusciamo e Sant’Erasmo sapranno qualcosa in più tra quattro mesi.

Qualcosa - è evidente - è andato storto. “Il sistema italia sull’emergenza non funziona - conclude Pasqui - Non siamo preparati. Ogni volta che c’è un terremoto si ricomincia da zero. Le pare normale che per ottenere un Sae bisogna fare qualcosa come 14 passaggi tra richieste, richiestine, gare e garette?”.

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