Musulmani profanano statua della Madonna. Ecco la "condanna"

Musulmani profanano statua della Madonna. Ecco la condanna
13 Febbraio Feb 2018 13 febbraio 2018

Studenti musulmani, in Libano, hanno profanato una statua di Maria di Nazareth. La condanna del giudice? Imparare a memoria versetti del Corano

Due musulmani originari del Libano hanno profanato una statua della Vergine Maria. La notizia è stata riportata tanto da La Stampa quanto dal portale La Fede Quotidiana. La condanna infilitta dall'autorità giudiziaria libanese, però, potrebbe essere destinata a far discutere: i due, infatti, sono stati obbligati a leggere e ad imparare a memoria i versetti del Corano in cui è espressa la venerazione per la madre di Gesù Cristo. Maria di Nazareth, del resto, è una figura centrale anche per l'islam nonostante i musulmani non le riconoscano né il ruolo di madre di Dio né, quindi, la partecipazione alla "creazione ontologica" di Gesù, che gli islamici considerano meramente un profeta.

Secondo quanto si legge qui, i due studenti libanesi, entrambi appartenenti alla scuola tecnica di Mounjez, sono entrati in una Chiesa cristiana, hanno dissacrato la statua in questione e poi hanno diffuso le loro "gesta" tramite i social network al fine di far conoscere l'accaduto ai loro amici. Una bravata che poteva costargli molto caro. La pena prevista per reati di questa tipologia, infatti, risulta essere la carcerazione. Ma il giudice Jocelyne Matta ha optato per una "punizione" di carattere culturale e religioso.

La suora maronita Rouphael Zgheib ha dichiarato rispetto alla decisione del giudice che quest'ultima "sottolinea un nuovo orientamento nella pratica della giustizia libanese e rappresenta un’applicazione dell’articolo 111 del codice penale, che autorizza il giudice inquirente a sostituire la detenzione di un imputato con qualsiasi altra misura ritenuta più appropriata ed efficace. Il giudice ha capito che i ragazzi non sapevano nulla del Corano, nonostante fossero musulmani e ha scelto quel tipo di punizione per insegnare loro a rispettare la propria religione e quella di coloro che non sono musulmani", ha chiosato la religiosa, che è anche il Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della nazione interessata dall'episodio. Il giudice, insomma, ha preferito consegnare un testo sacro nelle mani dei due piuttosto che condannarli alla detenzione.

Un pubblico plauso alla scelta di Jocelyne Matta, poi, è arrivato anche dal primo ministro libanese, che ha parlato di decisione condivisibile tanto per i cristiani quanto per i musulmani.

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