Rapporti Pd-islam, centrodestra attacca: "Hanno scelto interlocutori sbagliati"

Rapporti Pd-islam, centrodestra attacca: Hanno scelto interlocutori sbagliati
13 Febbraio Feb 2018 9 giorni fa

Polemiche su Quartapelle. Giovanati: "Chiariscano la loro posizione"

Il tema moschee non esce dall'agenda della campagna elettorale. E si torna a parlare di islam politico dopo che il Pd ha ricandidato nel collegio Milano 2 la deputata Lia Quartapelle, capogruppo in commissione Esteri e protagonista di un caso controverso. L'esperta di esteri del Pd, parlando della situazione politica dell'Egitto, aveva scritto un piccolo saggio, oggi irreperibile in rete, intitolato «Siamo tutti Fratelli musulmani». Quartapelle precisava che si trattava solo «fino a un certo punto» di una provocazione. Ed era nettissima la sua tesi sull'Egitto reduce da decisioni «di fatto golpiste»: «Chi oggi nel mondo sostiene la democrazia non può che sostenere i Fratelli musulmani». Questa controversa convinzione scaturiva da un'analisi precisa: un vero servizio alla diffusione di sistemi di governo realmente democratici - rifletteva la deputata Pd - si fa «confrontandosi con le forme che la democrazia assume in contesti diversi da quelli occidentali, a partire dalle forze dell'islam politico». Tema controverso i rapporti con l'islam politico, tornato d'attualità quando la ex pd Maryan Ismail e il popolare Matteo Forte sono stati querelati dal Pd, che li ha accusati di aver accostato in un dossier politico il simbolo Pd e quello dei Fratelli musulmani. E quando hanno chiesto l'archiviazione della querela, che nel frattempo era stata ritirata dal Pd, Forte e Ismail hanno citato l'articolo in questione.

Interviene la Lega, col capogruppo Alessandro Morelli, candidato in un collegio di Milano e nel listino del Carroccio: «Parliamo - commenta Morelli - del volto presentabile di chi ha scelto come interlocutori mondi inquietanti come i centri sociali o i Fratelli musulmani, appunto». E su Quartapelle: «Il Pd milanese che l'ha voluta in lista è contiguo a un islam che con la nostra Costituzione non ha niente a che fare, ma che viene promosso anche da volti buoni e sorridenti». Inevitabile il raffronto con Ismail, candidata alle regionali col centrodestra: «La conosco dalla campagna per Parisi - prosegue Morelli - e mi ha dato l'opportunità di vedere come ci sia una posizione aperta, evoluta e disponibile a condividere valori democratici. Purtroppo la sinistra sta da un'altra parte, dalla parte di un islam che la parità fra uomo e donna non sa cosa vuol dire, o che auspica la fine di Israele». Del caso parla anche Deborah Giovanati, assessore in Zona 9 e candidata alle Regionali per «Noi con l'Italia»: «Su questa battaglia sono al fianco di Matteo Forte. Sarebbe il caso di cogliere l'occasione della campagna elettorale per chiarire bene le proprie posizioni in relazione ai Fratelli Musulmani».

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