Il ragazzo eroe che salva il bimbo in metropolitana

Il ragazzo eroe che salva il bimbo in metropolitana
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
14 Febbraio Feb 2018 14 febbraio 2018

È un attimo due minuti, quando un bimbetto bello e riccioluto si è appena buttato sui binari e tu sai che un treno è in arrivo. Chissà poi se questo ragazzo eroe del quotidiano ha guardato l’indicatore luminoso della stazione «Repubblica» che segnalava il prossimo metrò, in quel momento vicinissimo. Una decisione irrevocabile e lui, il ragazzo con lo zainetto, pantaloni chiari e maglioncino blu, perfetto, alle tre del pomeriggio di un giorno che non sarà più qualunque, è saltato dalla parte giusta. Il gesto sembra quasi normale. È arrivato correndo, ha lanciato a terra lo zaino, è sceso sui binari, ha preso in braccio quei due anni e mezzo terrorizzati, ha stretto forte il fagottino caldo per la febbre, l'ha sollevato in alto e l'ha consegnato alla madre senegalese, spaesata e sconvolta. Poi è risalito velocissimo ed è scomparso dalle telecamere, come un Clark Kent che non si è vestito da Superman. O un angelo custode in borghese.

In questi giorni di storie dure e maledette, regala una normalità dolce vedere esseri umani, bianchi e neri, seduti sulla banchina della stessa metropolitana e della stessa vita. Al Fatebenefratelli il bimbo è stato curato al ginocchio e per l'influenza. Dietro le quinte, l'agente di stazione, una donna, aveva azionato il pulsante di blocco. Un gesto pronto: così lei e il «ragazzo coraggioso» sono stati invitati dal sindaco, Beppe Sala. Grazie a lei il treno non sarebbe mai arrivato. Ma questo il ragazzo con lo zainetto poteva saperlo?

Commenti

Commenta anche tu