Tre passi per capire come togliersi il vizio

14 Febbraio Feb 2018 10 giorni fa

Astinenza, tensione o bisogno di emulazione? Si può girare pagina solo sapendo perché si fuma

Dietro una sigaretta possono nascondersi molti motivi. Il bisogno di essere accettati, di sentirsi grandi, di scaricare lo stress con un gesto rituale. Di base, dicono gli psicologi, c'è quasi sempre una condizione di debolezza che accompagna ogni dipendenza. Ecco perché il primo passo per smettere è capire il motivo che ha spinto una persona a iniziare.

«Quando si inizia a fumare entrano in gioco moltissime variabili spiega Fabio Sbattella, psicologo esperto di dipendenze dell'università Cattolica di Milano -. Le questioni sono essenzialmente tre. Ci sono fattori di tipo biologico e biochimico, come gli effetti della nicotina sull'organismo. Fattori di tipo culturale, come il bisogno di emulazione. E infine fattori di tipo psicologico, come tensioni emotive e stress che vengono tenuti sotto controllo attraverso il fumo. Senza dimenticare la noia e la necessità di essere impegnati in qualcosa». Inoltre non è da sottovalutare la sensazione di piacere legata al tabacco, che porta un individuo a continuare. Ma nonostante questo smettere è possibile.

«Il percorso migliore coinvolge un esperto prosegue Sbattella -. Solo un professionista può capire da quale variabile partire e predisporre un percorso personalizzato». Ma è possibile cominciare a lavorare dalle piccole abitudini quotidiane, che possono essere sostituite da gesti meno dannosi per la salute. «La prima cosa da fare è ammettere di avere un problema prosegue l'esperto -. Bisogna prendere coscienza di essere finiti in trappola. Allora può essere utile fare un test: non accendere neanche una sigaretta per sette giorni e vedere come si reagisce. Se la cosa non comporta sacrifici vuol dire che la dipendenza non c'è, nel caso contrario occorre ammettere la propria debolezza e intervenire in modo mirato».

Il secondo passo è arrendersi. «Bisogna capire che la nicotina, è più forte della volontà ed è capace di comandare sulla ragione dice Sbattella -. Per questo serve un aiuto esterno». Una volta compreso il problema bisogna agire in modo concreto. «Buttare via tutti i pacchetti e riprogrammare la propria vita senza il fumo. Se si è abituati ad accendere la sigaretta dopo pranzo bisogna riempire quel vuoto con qualcosa di diverso. Se si diventa nervosi ci si può preparare una tisana. Se si ha più fame si può riempire il frigo di carote, in modo da mangiare senza ingrassare».

Commenti

Commenta anche tu