Il nuovo patto di Berlusconi: "Disoccupazione sotto l'8%"

Il nuovo patto di Berlusconi: Disoccupazione sotto l'8%
15 Febbraio Feb 2018 15 febbraio 2018

A Porta a Porta il leader di Forza Italia sigla un altro impegno con gli italiani sulla stessa scrivania del 2001

Alla Coldiretti in versione «contadino» («durante la guerra, a 8 anni, mungevo le vacche e mi ripagavano con latte rappreso»), poi a Porta a porta da politico a tutto tondo.

Silvio Berlusconi al primo appuntamento firma un «Patto del parmigiano», su una forma di Reggiano stagionato, adottando il programma dell'associazione degli agricoltori. Ma la sera, nel salotto di Bruno Vespa su Rai1, il leader di Forza Italia mette il suo nome sull'«Impegno con gli italiani», che fa il paio con quello siglato nella stessa sede nel 2001. La scrivania è la stessa. «Vespa ha il diritto di sputtanarmi se non ci riesco», giura il Cavaliere. In studio già lo chiamano il «Patto di San Valentino».

Come «uomo del fare», Berlusconi promette che, dopo la vittoria del centrodestra, «al fianco del presidente del Consiglio», avrà come suo lavoro creare posti di lavoro. «Entro fine legislatura il tasso di disoccupazione sarà sotto la media europea dell'8,7 per cento».

Ma chi sarà questo candidato premier del centrodestra? Pressato anche dagli alleati, il Cav spiega: «Ricopre un importantissimo incarico, voglio aspettare che mi dia l'ok. È il migliore possibile. Penso che sarò autorizzato a fare il nome prima delle elezioni». Martedì ha di nuovo indicato Antonio Tajani, pur aggiungendo che ha anche altri in mente. Di fronte al presidente dell'Europarlamento, ha aggiunto, Salvini e Meloni non possono fare obiezioni. E così è stato ieri, sia dal leader della Lega che da quella di FdI. In questi giorni in Italia, Tajani non conferma, ma spiega che non farà campagna elettorale per rispetto all'istituzione che presiede. C'è Berlusconi a farla per lui e per tutti. Dice in tv che non serve un patto anti-inciucio, che tra alleati c'è «la fiducia». Assicura che in caso di stallo, si andrà a votare subito «con questa legge elettorale, perché non c'è maggioranza in grado di cambiarla». E, a proposito di Flat tax, che 21 milioni di cause fiscali pendenti« si devono annullare».

In mattinata, il Cav si sente a casa alla Coldiretti, dalla Dc in poi serbatoio di voti per i moderati di centro. Raccomanda ai «colleghi» di diventare «missionari della libertà e della flat tax», lancia il «ministero del Cibo», come in Francia, si dice pronto alla «madre di tutte le battaglie, l'etichettatura», sulla linea di Tajani, anche lui ospite alla Coldiretti. Scherza sull'età, paragonandosi al vino, che «più invecchia e meglio diventa». Finge di non ricordare la data delle elezioni: «Mi pare il 5 di marzo, ah no il 4». Chiede il voto per FI: «Sono l'usato sicuro».

I suoi 81 anni Berlusconi li sfoggia come una garanzia. Sul candidato premier del M5s, Di Maio, dice: «Pensare che un ragazzo di 31 anni, che non ha mai lavorato, possa prendere in mano il governo del Paese, è una barzelletta». Poi pensa ad altri giovani, i 3 milioni «che non studiano più, non hanno un lavoro e non lo cercano nemmeno più». Per il Cav serve «un procedimento d'urgenza: decontribuzione totale per l'apprendistato, 3 anni, e decontribuzione e defiscalizzazione per il secondo contratto di primo impiego». Un «intervento-shock», ripete da Vespa, per «trasformare i contratti a tempo determinato in tempo indeterminato». Sulle pensioni, spiega che bisogna approfondire, ma «le mamme sono quelle che avranno di più».Parla infine di un piano Marshall in Sicilia, per infrastrutture e ponte sullo Stretto.

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