Il Salone del libro punta su Müller e lo Strega. Ma restano i dubbi sul futuro (e i tanti debiti)

Il Salone del libro punta su Müller e lo Strega. Ma restano i dubbi sul futuro (e i tanti debiti)
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28 Febbraio Feb 2018 28 febbraio 2018

Presentate da Lagioia le idee per il 2018. Intanto la nuova Fondazione resta in bilico

Ieri è stata presentata, al Museo Nazionale del Cinema (Mole antonelliana), la 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà tra il 10 e il 14 maggio. Non certo un'edizione facile visto i gravi problemi finanziari che hanno travagliato il salone in questi anni. L'anno scorso la città e il mondo culturale torinese hanno reagito d'orgoglio, dando vita a una delle edizioni più riuscite, ma non è detto che quest'anno si riesca a fare altrettanto: restano molti problemi sul tappeto.

Partiamo però dalle idee e dai progetti spiegati ieri dal direttore Nicola Lagioia. Il tema portante del Salone è riassunto nello slogan: «Un giorno, tutto questo». Lagioia vuole proporre a scrittori e intellettuali presenti cinque domande per capire come si orienta il nostro futuro: «Chi voglio essere?», «Perché mi serve un nemico?», «A chi appartiene il mondo?», «Dove mi portano spiritualità e scienza?», «Che cosa voglio dall'arte: libertà o rivoluzione?». Quanto agli ospiti, non c'è ancora un programma completo però è già sicura la presenza della scrittrice statunitense Alice Sebold (Amabili resti, e/o) e di Herta Müller (premio Nobel 2009). Bompiani invece porterà al Salone lo scrittore e sceneggiatore messicano Guillermo Arriaga. Ma l'ospite più atteso sarà probabilmente Eduard Limonov, che dopo 23 anni, avendo riavuto il passaporto, torna in Europa occidentale. L'intellettuale dissidente russo dovrebbe essere a Torino in occasione dell'uscita (per l'editore Sandro Teti) della sua autobiografia. Grazie a Guanda sarà a Torino Fernando Aramburu, autore di Patria, romanzo sul terrorismo basco. E torneranno Paco Ignacio Taibo II e Alicia Gimenez Bartlett, Almudena Grandes Hernandez e Joël Dicker. Per la prima volta i cinque scrittori stranieri finalisti del Premio Strega Europeo presenteranno i loro libri al Salone, l'ultimo giorno sarà proclamato il vincitore... Quanto al Paese ospite, la Francia, essendo i cinquant'anni dai movimenti del '68, la sezione di approfondimento porterà il nome «Maggio Francese».

Ma le cinque domande poste da Lagioia non sono purtroppo le uniche domande attorno al Salone. Come ha scritto La Stampa, nelle pagine locali e online, c'è anche chi si chiede quando arriveranno i soldi, ovvero i pagamenti rimasti in sospeso dalle precedenti edizioni del Salone. Ci sono fornitori che rivendicano inevasi del 2014 e il debito totale è stimato attorno ai 3 milioni di euro. Si sono lamentati persino gli autori che hanno partecipato, l'anno scorso, a una delle iniziative storiche della kermesse, «Adotta uno scrittore». Pare che nessuno abbia pagato i rimborsi promessi. E i dubbi non riguardano solo il passato. La nuova Fondazione, che dopo i guai giudiziari organizza il Salone dal 2019, dovrebbe essere operativa a giugno, ma per ora... Intanto gli ex dipendenti della vecchia Fondazione per il Libro, in liquidazione, tremano: è stato promesso che li riassorbiranno, ma intanto i contratti scadono a giugno. C'è chi come il blogger Gabriele Ferraris (Gabo) ipotizza che questi ritardi e l'insistenza dei giornali sui debiti del Salone siano propedeutici a un avvicinamento, per l'organizzazione del Salone, alla società che a Milano gestisce «Tempo di libri».

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