Il piano di Fca: infrastrutture in Italia e addio al diesel

Il piano di Fca: infrastrutture in Italia e addio al diesel
6 Marzo Mar 2018 06 marzo 2018

L'ad di Fca ha spiegato che le 3.000 persone impiegate negli stabilimenti di Cento e Termoli verranno comunque collocate in altre produzioni

Investire sul brand Jeep, dare un futuro alle infrastrutture italiane, uscire dal diesel: sono alcuni degli elementi del piano industriale al 2022 di Fca svelati dall'ad Sergio Marchionne in conferenza stampa al Salone di Ginevra.

Il diesel

Fca quindi si avvia verso l'abbandono della produzione di auto diesel perché "a causa dei nuovi regolamenti i costi saranno troppo alti per mantenerci. Non abbiamo scelta, se il mercato dà un messaggio chiaro contro il diesel dovremo adeguarci e diminuire la dipendenza", ha spiegato Marchionne che ha poi sottolineato come le 3.000 persone impiegate negli stabilimenti di Cento e Termoli verranno comunque collocate in altre produzioni.

Il chiarimento dell'ad è arrivato dopo che, nei giorni scorsi, il Financial Times aveva pubblicato un’anticipazione relativa all’addio al diesel da parte del gruppo già a partire dal 2022. L'annuncio aveva generato molti timori tra i lavoratori degli stabilimenti dove si producono i motori diesel.

L'attenzione all'Italia

C'è poi l'attenzione all'Italia, che si esprime soprattutto con i marchi Alfa e Maserati. "Finchè ci sono io - ha dichiarato Marchionne - non succederà mai che saranno prodotte all'estero. Abbiamo stabilimenti che sono stati attrezzati, anche a livello di motori. Portare tutto via non è facile. Per fortuna abbiamo garantito un futuro all'infrastruttura italiana: non era scontato".

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