Valtur non va e chiede il concordato

Valtur non va e chiede il concordato
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8 Marzo Mar 2018 08 marzo 2018

L'obiettivo di Investindustrial è far partire una ristrutturazione

Nuovo slogan, «Un'altra vita», nuovo logo, nuove offerte e un forte imprinting italiano: si era presentata così la Valtur il 15 febbraio dell'anno scorso annunciando la svolta guidata dall'ad Elena David, chiamata da Una Hotel a ridare lustro al brand, appannato da anni di crisi e tormentati passaggi di mano, che ha fatto scoprire alla classe media italiana la vacanza in villaggio.

Ma voltare pagina si è rivelato più complicato del previsto. La società ha infatti presentato la richiesta di concordato in bianco (tecnicamente si chiama prenotativo) «senza nessuna prospettiva per il prosieguo delle attività», ha lanciato l'allarme la Filcams Cgil, definendolo un «atto gravissimo e irresponsabile, peraltro intrapreso senza che sia stato svolto alcun incontro, nemmeno informativo, con le organizzazioni sindacali».

Nel mirino, c'è il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi che ha rilevato la Valture nell'aprile del 2016 (dopo il tentativo andato a vuoto di comprare il Club Med) come primo passo di un progetto finalizzato alla creazione di un gruppo turistico attivo nella gestione di resort nell'area del Mediterraneo. L'operazione rientrava, infatti, nel piano avviato con l'acquisizione in Spagna di PortAventura, la zona turistica alle porte di Barcellona (dove è poi sorta Ferrari Land).

La strada del concordato prenotativo era l'unica percorribile e non equivale a una chiusura dell'azienda, dovendo sfociare in un piano di ristrutturazione e risanamento che, se approvato, punta a rimettere in piedi il gruppo, sottolineano ambienti vicini a Investindustrial, ricordando la situazione di strutturale disequilibrio dei conti della società. Il fondo di Andrea Bonomi, viene evidenziato, ha speso un centinaio di milioni di euro per rilevare l'azienda e cercare di rilanciarla.

Lo scorso novembre sono stati venduti tre villaggi - Marina di Ostuni (Brindisi), Marilleva (Trento) e Pila (Aosta) - alla Cassa Depositi e Prestiti per circa 43,5 milioni. Valtur manterrà la gestione dei tre resort e con un contratto di locazione a lungo termine e avrà a disposizione gli asset per 30 anni. A questo importo, si erano aggiunti ulteriori investimenti concordati da entrambi i partner del valore di 32,9 milioni, di cui 6,5 a carico di Valtur, per un'operazione complessiva di oltre 75 milioni.

Un'operazione sostanzialmente neutra per i conti, in quanto le strutture erano state acquistate ad un prezzo analogo un anno prima, ha però fatto sapere il fondo. Di certo, Valtur ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 85 milioni e una perdita di 80 milioni, in linea con il risultato del 2016.

Intanto il ministero dello Sviluppo Economico, rende noto il sindacato in una nota diffusa ieri, ha convocato azienda e sindacati per il 15 marzo.

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