Brembo prepara un miliardo per lo shopping L'intesa quadriennale nella nuova Formula E

Brembo prepara  un miliardo per lo shopping L'intesa quadriennale nella nuova Formula E
11 Marzo Mar 2018 11 marzo 2018

Il vicepresidente Tiraboschi: «I dazi di Trump? Nei contratti clausole sui prezzi»

Ginevra Acquisizioni pesanti per un valore tra 1 e 1,5 miliardi, record di investimenti nel 2017 (circa 360 milioni, tra il 5 e il 6% del giro d'affari, quota destinata a salire) e la nuova sfida come fornitore unico di impianti frenanti nel campionato di Formula E, il nuovo circus con protagoniste le monoposto elettriche. Brembo, archiviati i conti dello scorso esercizio, con dati tutti in crescita (ricavi +9%, ebitda +8,2%, utile netto +9,5%, indebitamento ridotto di quasi 32 milioni) ha già messo in conto importanti trasformazioni nel proprio business. «Dobbiamo essere pronti agli scenari che si presenteranno - spiega, al Giornale, il vicepresidente esecutivo Matteo Tiraboschi - tra autoveicoli dotati di motori ibridi ed elettrici, per non parlare della guida autonoma. In pratica, da meccanici siamo sempre più meccatronici ed elettronici».

Chiarito dall'ad di Fca, Sergio Marchionne, il destino di Magneti Marelli («non si vende; sarà quotata con la distribuzione delle azioni ai soci del Lingotto») e smentite da Brembo ogni ipotesi di acquisizione, per il gruppo bergamasco guidato da Alberto Bombassei si aprono ora nuovi orizzonti. «Oltre alla crescita per linee interne - afferma Tiraboschi - valutiamo anche quella per linee esterne. Con un fatturato prossimo ai 2,5 miliardi e con 500 milioni di cassa generata, possiamo guardarci attorno e pensare ad acquisizioni significative». Il team del presidente Bombassei, in proposito, tiene d'occhio soprattutto i suoi mercati principali: Cina e Stati Uniti. Mentre l'India, che Tiraboschi definisce ancora immatura per investimenti sull'auto, rimane centrale se si parla di moto. «È un mercato da oltre 20 milioni di due ruote l'anno, e noi in questo ambito vantiamo una presenza forte».

Nessun nuovo stabilimento in vista, mentre si torna a guardare con interesse al mercato latino-americano che sembra stia risalendo la china dopo una lunga crisi. «Negli ultimi anni - precisa Tiraboschi - quest'area aveva perso molto valore per noi, vista la decrescita del business tra il 20 e il 25%. Ora, però, la situazione sudamericana fa ben sperare per il futuro».

E i dazi di Donald Trump? «Brembo - risponde il vicepresidente esecutivo - utilizza molto alluminio per produrre le pinze dei freni, mentre i dischi hanno una piccola parte in acciaio. I contratti con i clienti, comunque, prevedono aggiustamenti del prezzo delle materie prime in base al mercato. Ci siamo cautelati».

Infine la Formula E. Al Salone dell'auto di Ginevra, entrato ormai nel vivo, Brembo espone il sistema frenante per Spark racing Technology, fornitore esclusivo di telai. L'accordo con la multinazionale italiana è quadriennale. «Per noi - dice Tiraboschi - è un nuovo severo banco di prova dinamico, oltre a quello della Formula 1, con prospettive interessanti».

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