Lavoratori autonomi? I più pressati dal fisco

Lavoratori autonomi? I più pressati dal fisco
11 Marzo Mar 2018 11 marzo 2018

Ribaltato un luogo comune: le partite Iva versano circa 4.700 euro di Irpef all'anno

I lavoratori autonomi sono i più tartassati dal fisco. È la Cgia di Mestre a ribaltare il luogo comune che vede i dipendenti come prede privilegiate dell'agenzia delle Entrate. Secondo una rielaborazione dell'Ufficio studi degli artigiani mestrini dei dati 2016 del ministero dell'Economia, le partite Iva, che costituiscano solo l'11,4% del totale delle persone fisiche presenti in Italia (circa 4,6 milioni di unità), versano mediamente poco più di 4.700 euro di Irpef all'anno, rispetto ai 4mila euro che mediamente vengono prelevati dalla busta paga di un lavoratore dipendente e ai poco più di 2.900 euro dei pensionati.

L'Irpef consente all'erario di incassare un terzo delle proprie entrate tributarie fornendo oltre 155 miliardi all'anno alle casse dello Stato. Dipendenti e pensionati (35,6 milioni di unità) costituiscono l'87,5% dei contribuenti Irpef e subiscono un prelievo complessivo di 127 miliardi di euro, pari all'81,9% del gettito totale. Gli autonomi - commercianti, artigiani e professionisti - versano, invece, quasi 22,5 miliardi di euro (14,5% del totale).

A livello territoriale la regione che presenta il più alto numero di lavoratori attivi è la Lombardia (oltre 3,7 milioni di dipendenti e poco più di 839mila partite Iva). Il podio per i dipendenti è completato da Lazio (2 milioni) e Veneto (1,9 milioni), mentre quello degli autonomi è composto da Veneto (463mila) ed Emilia Romagna (426mila). Il maggior numero di pensionati si concentra in Lombardia (2,5 milioni) seguita da Lazio (1,3 milioni) e Piemonte (1,2 milioni). Il gettito Irpef territoriale più elevato è quello lombardo (35,1 miliardi di euro pari ad una media di 6.085 euro). Seguono Lazio con 17,7 miliardi (media di 6.058 euro) ed Emilia Romagna con 14,1 miliardi (media di 5.245 euro).

«Il popolo delle partite Iva dà un contributo significativo alle casse dell'erario ed è mediamente più tartassato degli altri contribuenti», ha dichiarato dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo. «Speriamo che il prossimo esecutivo intervenga da subito con misure puntuali che vadano ad alleggerire il carico fiscale sulle piccole e micro-imprese», ha sottolineato il segretario della Cgia, Renato Mason, rimarcando che «questo avvantaggerebbe anche i lavoratori dipendenti, visto che anche in questi ultimi anni di difficoltà economica la stragrande maggioranza dei nuovi posti di lavoro è stata creata dalle attività di piccola dimensione». L'esosità del fisco, ha concluso Mason, rende necessaria «un'alleanza tra autonomi e lavoratori dipendenti» poiché «con meno tasse le famiglie dei lavoratori dipendenti potrebbero avere più risorse per far decollare definitivamente i consumi interni e, conseguentemente, anche il fatturato di artigiani e piccoli commercianti».

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