Vaccini, l'effetto obbligo funziona: "Coperture oltre il 95%"

Vaccini, l'effetto obbligo funziona: Coperture oltre il 95%
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12 Marzo Mar 2018 12 marzo 2018

Oggi la scadenza per la consegna della documentazione. Proroga in Veneto fino al 30 aprile dove 8500 bimbi sono a rischio di esclusione dalla scuola

Dopo anni di calo ora il trend sulla copertura vaccinale sembra positivo: "Si registra un aumento delle coperture, che per l'esavalente hanno raggiunto la quota fissata dall'Oms del 95%. Anche per il morbillo c'è un netto miglioramento". È quanto afferma Gianni Rezza, capo dipartimento epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, specificando tuttavia che "sono dati che provengono solo da alcune regioni, non omogenei". Per avere dei numeri precisi, infatti, bisognerà aspettare un mese.

"Quello che interessa a noi - continua l'esperto - è il raggiungimento di coperture adeguate, per la messa in sicurezza dei bambini. Ragioniamo ancora sulle stime, ma proprio sulla base dei primi dati i numeri diffusi in questi giorni dalle regioni - argomenta Rezza - i dati dei non vaccinati potrebbero essere validi. Inoltre ci sono ancora famiglie che, a poco a poco, si stanno mettendo in regola".

Nonostante le molte polemiche, quindi, l'effetto obbligo sembra funzionare in quanto ha recuperato una buona fetta di popolazone in termini di copertura, passando dall'85% del 2015 a un 95% attuale.

Oggi era l'ultmo giorno per la consegna dei documenti relativi alle vaccinazioni negli asili nidi, nelle materne e nella scuola dell'obbligo. Il Veneto è invece fra le regioni dotate di anagrafe vaccinale informatizzata e può quindi usufruire dello slittamento dal 10 marzo al 30 aprile del termine per presentare la documentazione. Secondo gli ultimi dati elaborati dalla Regione Veneto, che risalgono però a un mese fa, erano 8500 i bimbi fra 1 e 6 anni che non avevano ancora iniziato il percorso vaccinale e che sarebbero quindi a rischio di esclusione dalla scuola.

A causa della mancata copertura, a Milano una decina i bambini sono rimasti fuori da scuola per effetto del decreto del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Quattro di loro si sono presentati a scuola ma sono stati rimandati a casa in assenza di certificato. I genitori tuttavia non hanno contestato la decisione e alcuni hanno ammesso di non avere raccolto in tempo i documenti. Altri cinque o sei bambini invece non si sono invece presentati negli istituti e già dalla scorsa settimana non frequentavano le lezioni. Le verifiche sulla loro posizione sono rimandate ai prossimi giorni.

Anche a Sulmona, in Abruzzo, quattro bambini non hanno potuto varcare i cancelli dell'istituto comprensivo Serafini-Di Stefano perché non in regola con le nuove disposizioni. La decisione è stata presa dalla dirigente scolastica Elvira Tonti che ha invitato le famiglie a provvedere immediatamente: per due casi si è trattato di un ritardo burocratico che già da domani dovrebbe essere risolto, per altri due invece si è trattato di rifiuto da parte dei genitori di vaccinare i figli.

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