E l'italiano si scopre misero Rischio-povertà per uno su 4

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13 Marzo Mar 2018 13 marzo 2018

L'indagine di Bankitalia

Roma. Circa un italiano su quattro è a rischio di povertà. È quanto emerge dall'ultima edizione dell'indagine di Bankitalia sui bilanci familiari che evidenziato come la quota di connazionali con reddito equivalente al di sotto del 60% del valore mediano sia salita al 23% (19,6% nel 2006, ultimo anno prima della grande crisi), un livello record. L'indagine, condotta su un campione di 7mila nuclei familiari, ha rivelato che il rischio di povertà è più elevato per le famiglie con capofamiglia più giovane, meno istruito, nato all'estero e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. Al contrario, il rischio tra il 2006 e il 2016 è diminuito solo tra le famiglie con capofamiglia pensionato o con oltre 65 anni. Un insieme statistico facilmnte sovrapponibile all'elettorato del Movimento cinque stelle alle ultime politiche.

Il reddito equivalente medio nel 2016 si è attestato a circa 18.600 euro ed è cresciuto del 3,5% sulla rilevazione precedente del 2014, interrompendo la caduta, pressoché continua, iniziata nel 2006. Il reddito equivalente, però, è ancora inferiore di 11 punti percentuali a quello registrato dodici anni fa. Analogo andamento ha registrato anche il reddito familiare medio salito a 30.700 euro (30.600 euro nel 2014), ma inferiore del 15% al dato del 2006. Tale discrasia tra incremento del reddito medio e aumento del rischio di povertà è dovuto alla distribuzione disomogenea della ricchezza. L'indice di Gini, che misura lo scostamento dell'insieme redditi dalla mediana, è salito al 33,5% (33% nel 2014, 32% nel 2006), un livello simile a quello registrato nella seconda metà degli anni Novanta dello scorso secolo. Insomma, la «ripresina» dell'economia non ha interessato tutti gli individui e chi è rimasto indietro ha visto la propria condizione peggiorare. Basti pensare che tra il 2006 e il 2016, la quota di persone che vivono in nuclei familiari con due o più percettori di redditi da lavoro è diminuita dal 50,7% al 45,4. Nel Mezzogiorno, il 13,3% degli individui vive in famiglie senza percettori di reddito da lavoro (6,1% nel Nord e 6,9% nel Centro).

Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita (da 218mila a 206mila euro), quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case di cui è proprietario il 70% delle famiglie.

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