"Non pagano". I pentastellati che denunciarono sono quasi tutti ex

Non pagano. I pentastellati che denunciarono sono quasi tutti ex
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13 Marzo Mar 2018 13 marzo 2018

C'è un curioso precedente nel legame tra la Link Campus university e l'M5s, molto più antico della presentazione sul palco, organizzato da Luigi Di Maio, di tre aspiranti ministre provenienti dall'ateneo romano. Nel luglio 2013 un gruppo di parlamentari del Movimento presentò alla Camera un'interrogazione a risposta scritta in cui si chiedeva conto al governo delle cause pendenti contro la società che gestiva la Link Campus university prima che ottenesse il riconoscimento ministeriale italiano e cessasse di essere un'università maltese. Vari docenti chiedevano il pagamento dei salari non corrisposti e un gruppo di deputati pentastellati chiedeva conto al ministero dell'Università e a quello della Coesione territoriale cosa intendessero fare a proposito, visto che l'ateneo avrebbe percepito fondi europei per oltre 175mila euro. I deputati in questione presentarono 21 solleciti al governo perché rispondesse. Oggi la maggior parte di quei deputati sono stati emarginati o buttati fuori. La prima firmataria Claudia Mannino e Giulia Di Vita coinvolte nel caso delle firme siciliane, Riccardo Nuti sospeso e lasciato nel limbo, Giulia Di Benedetto ricandidata ma auto esiliata con un annuncio sul web: «Non mi riconosco più nel Movimento».

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