Sarri ha già vinto uno scudetto. Quello della maleducazione

Sarri ha già vinto uno scudetto. Quello della maleducazione
13 Marzo Mar 2018 13 marzo 2018

L'allenatore del Napoli risponde con un "vaffa" alla domanda di una giornalista. Un altro colpo all'immagine del club partenopeo

Basterebbe avere 40-50 anni per ricordare certi detti: parli come uno scaricatore di porto, parli come un pecoraio o peggio (ahinoi!) come un villico. Oggi potremo aggiungere: parli come Sarri. E distillare una sfilza di beceraggini senza temer di aver dimenticato qualcosa. Appunto Maurizio Sarri lo ha confermato l'altra notte, nella sala stampa di San Siro, quando alla domanda posta con garbo e nemmen temeraria di Titti Improta, bionda giornalista di Canale 21 (tra l'altro figlia di Gianni Improta, mezzala del Napoli anni Settanta), ha risposto con invalicabile coerenza della sua classe: «Sei bionda e sei carina e non ti mando affan...». Voleva essere una battuta, forse. Sono seguite risate non proprio tipiche della solidarietà. Anche se gran parte dei presenti è rimasta sorpresa, se non scandalizzata. Poi Sarri e l'addetto stampa hanno cercato di medicare dietro le quinte, accertandosi se la giornalista fosse permalosa e nel caso scusarsi.

Permalosa? Perché mai? In fondo uno ti ha appena mandato a «fare in c» solo per aver posto una domanda. Va aggiunto: fortunata lei. Se, invece di una bella ragazza, ci fosse stata una signora, con meno appeal estetico, come ne sarebbe uscita? Non c'è da immaginare se il quesito l'avesse posto un uomo... Sarri è così raffinato da aggiungere il distinguo estetico e di sesso. Direte: perché scandalizzarsi? E' già successo in altre situazioni: Mancini ne fece le spese. L'altra sera, pochi minuti prima della lezione di bon ton, l'allenatore aveva lasciato, scocciato, una diretta Tv. Quando si parlava di pecorai, scaricatori di porto e villici l'Italia godeva di minor cultura e meno Dottori. L'educazione non ha tempo, ma Sarri ha la fortuna di essersi acculturato. Non sarà certamente oppresso dalle stesse fatiche dei signori di cui sopra. Senza parlare della diversità di remunerazione economica.

Peccato davvero: il tecnico del Napoli finora ci ha mostrato la bravura del preparatore tecnico, ma pure limiti umani e caratteriali. Allenatore fortemente imperfetto: basti vedere il monotematismo tattico. Sarà mai da grande squadra? La persona non si tocca, ma sul personaggio pubblico c'è da dire: pessimo per atteggiamenti, ricerca degli alibi e sprezzo del lavoro altrui (vedi giornalisti, contro i quali anche personaggi a lui vicini non sono leggeri nei toni). Altrove qualcuno lo avrebbe zittito o multato. Chissà mai il Napoli non voglia difendere la propria civiltà di società. In Italia ci siamo lamentati per gli eccessi di Mourinho: permeati da un pizzico di genialità, quasi mai con parole fetenti. Allora che pensare? Chapeau al vecchio Mou, uno che sa usare l'intelligenza.

Ps: è stato notato il silenzio ufficiale dell'addetto stampa quando Sarri ha esagerato. A ciascuno il suo bon ton.

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