Una biblioteca ai rom per «favorire le relazioni» Centrodestra all'attacco

Una biblioteca ai rom per «favorire le relazioni» Centrodestra all'attacco
13 Marzo Mar 2018 13 marzo 2018

Al parco Alessandrini, con l'ok del Comune De Corato e Rocca: «No, regole e sicurezza»

Tra sogno e velleità, la «biblioteca delle relazioni» al parco Alessandrini è l'ultima trovata in fatto di integrazione. Il nome è puramente evocativo e indica l'obiettivo di un luogo di incontro e scambio che - come si legge nella scheda redatta dai promotori - dovrebbe «favorire la nascita di relazioni fra la comunità rom e il quartiere, rompendo le barriere fisiche e sociali che causano lo stato di marginalità della comunità». Si parla di un manufatto ligneo di 50 metri. Destinatari del progetto sono appunto i nomadi dei campi milanesi, in particolare i nomadi di via Bonfadini, dove - al centro di un'area piuttosto problematica del municipio 4 - sorge un insediamento racchiuso fra linee ferroviarie e stabilimenti industriali, adiacente a spazi fortemente degradati, uno dei quali viene utilizzato come discarica abusiva.

L'idea di «ErsiliaLab», questo il nome del progetto, è l'approdo di un percorso iniziato tre anni fa ed è stata appena definita. I promotori attendono dal Comune il via libera definitivo. In una pagina dedicata, su facebook, viene presentata in questi termini: nel quartiere Molise-Calvairate-Ponti, Architetti senza Casa della Carità e Fondazione Padri Somaschi accompagneranno le famiglie «a dar vita a un posto dei bambini, di tutti i bambini e ragazzi e di quegli adulti che si sentono ancora bambini». Il «rifugio» - si spiega - «sta nascendo attraverso un processo di partecipazione che vuole coinvolgere le comunità presenti sul territorio, e sarà realizzata in autocostruzione».

Sul progetto c'è - come detto - la firma degli Architetti senza frontiere, con la collaborazione di Fondazione Somaschi e Casa della carità. Il progetto sarà finanziato con i fondi dell'8 per mille della Chiesa valdese, oltre che da privati.

Il centrodestra, con Fratelli d'Italia in particolare, si mostra contrarissimo: «Spero si tratti di uno scherzo - commenta Riccardo De Corato (Fdi) - Perché siamo in una zona nella quale la vergogna più grande, sostengono i residenti, è che nonostante le innumerevoli segnalazioni nessuno interviene e fa dei controlli sulle carovane irregolari dei nomadi e queste persone, e soprattutto non vengono elevate contravvenzioni e sequestri dei mezzi come la legge prevede da decenni. Esiste una norma in vigore a Milano sin dal 1986 che impedisce la presenza di simili carovane». Completa il quadro il presidente di commissione Sicurezza di Zona 4 (non coinvolta nel progetto) Francesco Rocca: «Ci troviamo in un'area problematica - spiega il giovane esponente di Fdi - oltre ad avere il centro di emergenza sociale di via Sacile, che dovrebbe essere controllato, c'è un accampamento abusivo con tende e furgoni, poi il campo storico di via Bonfadini e la domenica i mercati dell'usato-rubato di viale Puglie. Attorno varie discariche. La priorità è far rispettare le regole che ci sono e garantire la sicurezza contrastando il degrado».

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